Viterbo – (g.f.) – Rsa, riunione di giunta per rispondere al parere del Consiglio di Stato.
Dopo le polemiche scoppiate con l’arrivo del documento, a palazzo dei Priori provano a correre ai ripari.
Sotto accusa, la delibera 142 del 2015 che prevede nel conteggio per l’assegnazione del contributo, anche il possesso di un’abitazione.
Facendo di conseguenza lievitare il reddito di chi, ospite in struttura, usufruiva dell’aiuto da parte del comune. In alcuni casi, superando la soglia massima consentita di 13mila euro.
Il ricorso dei familiari al Presidente della Repubblica ha portato il Consiglio a emanare il provvedimento, nel quale si respingono alcune richieste, ma quelle sui beni patrimoniali sono state considerate ammissibili.
Da qui la riunione di giunta per recepire il parere, togliendo i punti “incriminati”. Sono tre.
Poi il documento sarà inviato ai giudici.
Dal comune, il sindaco Leonardo Michelini fin dal primo momento si è difeso dalle critiche piovutegli addosso, sostenendo come la delibera contenesse le restrizioni, ma di fatto mai applicate. Il 2014 è stato liquidato secondo i vecchi criteri.
Scettica l”opposizione che ha paventato il rischio di debiti fuori bilancio anche per un milione di euro. Conseguenza della delibera.
Calcolatrice alla mano, si arriverà alla resa dei conti.
