Viterbo – Maria Elena Boschi a Viterbo. Per dire sì al referendum e no alle foto. Giusto qualche selfie. Avvicinarsi alla ministra per le Riforme Costituzionali è un’impresa. Tutti a debita distanza. Lontani.
Anche il suo arrivo è avvolto nel mistero. Da nessuno dei due ingressi del Salus Terme, dove è in corso la due giorni del Centro studi Aldo Moro.
Si è magicamente materializzata in sala. Passando forse dalla porta di servizio. Del resto è un ministro. Al servizio della gente.
Bisogna aspettare la fine dell’incontro sulla riforma, durato meno di un’ora, per un incontro ravvicinato e controllato col pubblico. E qualche selfie.
La sala è piena. I ritardatari si devono accontentare della seconda, accanto, e della diretta video. Quasi settecento persone. Ad ascoltare la riforma da chi la riforma l’ha scritta. E che quindi la conosce.
Anche sul referendum è preparata: “Dovete dire sì o no”. Il forse non è contemplato. “Se vince il sì – spiega Boschi – l’Italia può funzionare meglio”.
A Maria Elena Boschi farebbe piacere se gli italiani votassero sì. Ha valide ragioni. “Con la riforma finisce il bicameralismo perfetto – osserva Boschi – ci sarà una riduzione dei parlamentari. Dei 315 senatori ne resteranno cento, tra sindaci e consiglieri regionali. Che già ricevono un’indennità e quindi, taglio ai costi della politica.
Inoltre, è prevista l’abolizione del Cnel e la revisione del titolo quinto”.
Sul palco, Giuseppe Fioroni fa gli onori di casa. Introduce il segretario provinciale Pd Andrea Egidi, guida l’incontro, la vice sindaca Luisa Ciambella.
La ministra ci tiene a smentire voci sulla sua riforma: “Non si cambia la forma di governo, non aumentano i poteri del presidente del consiglio – osserva Boschi – altre proposte, prima, sì. Non questa. E non ha un valore politico. Non è pro o contro il governo, pro o contro il Pd.
Non personalizziamo, non è il gioco il destino di nessuno, a cominciare dal premier Renzi”. Qualcuno avverta il primo ministro.
Boschi parla. Il pubblico ascolta attento, altri commentano tra loro: “Non trasmette entusiasmo…”. A sua parziale difesa, l’argomento non è dei più attraenti.
“Ci siamo divertiti a contare quante leggi, con la nuova riforma – continua la ministra – avrebbero comunque bisogno del doppio passaggio. Su 260, soltanto cinque”. Si riducono i tempi. In attesa della riforma, Boschi si sta già portando avanti col lavoro. Intanto tagliando i tempi dell’incontro. Breve. Molto apprezzato da tutti.
Si passa in fretta ai saluti finali. Scende dal palco, stringe mani e fa selfie. Come dire di no?
Giuseppe Ferlicca










