Viterbo – (g.f.) – Al Pd si parla di legge di stabilità, sviluppo, lavoro e lotta alla povertà.
L’ultimo incontro agli Almadiani è con Alessandro Mazzoli, deputato Partito democratico e Cesare Damiano, ex ministro al Lavoro.
Confronto moderato dal segretario provinciale Andrea Egidi e aperto dal ricordo del Presidente emerito della Repubblica Ciampi, da parte di Mazzoli.
Per lo sviluppo del Paese ci sono le riforme, ma i loro effetti non sono immediati. “Hanno bisogno di un tempo medio – osserva Alessandro Mazzoli – ma dopo otto anni, la crisi pesa. La vita delle persone è segnata da preoccupazioni, incertezze e difficoltà. Problemi, seppure con diverse sfumature, comuni a chi non lavora, ma anche a chi ha un impiego e pure per le imprese”.
Crescere si può, ma c’è l’eterna lotta con l’Europa e relativa politica del rigore. “Le resistenze europee non consentono di cambiare registro e politiche.
Di fronte alle difficoltà non si può far finta di niente. E l’Europa è incapace di fronteggiare difficoltà”.
Per crescere, la soluzione passa da più investimenti, pubblici e privati. “Ma anche nel riconoscere la questione sociale – sottolinea Mazzoli – che impone al Pd innanzitutto, e al governo, di costruire risposte adeguate a esigenze non più rinviabili. Lavoro previdenza, sistema socio sanitario.
Penso a quegli elementi del welfare che hanno caratterizzato il nostro Paese e su cui in modo intelligente dobbiamo tornare a investire”.
Compresa la questione dei lavori usuranti. “Riguarda anche parte dei lavoratori a Viterbo, come i ceramisti – prosegue Mazzoli – mentre per le imprese, nella legge di Stabilità si discute dei super ammortamenti, allargati a beni strumentali immateriali.
Con un incremento fino al 200% per investimenti ad alto contenuto tecnologico. Poi ci sono gli investimenti sull’antisismico. Il progetto Casa Italia non durata pochi mesi, ma è un impegno decennale”.
Ma il momento è complicato. C’è confusione, pesano i contrasti con l’Europa.
“Merkel vuole l’accordo con la Turchia per non avere immigrati – sottolinea Cesare Damiano – il fiscal compact consente alla Germania di guadagnare molto dagli accordi rigidi. Che però non rispetta. Si fa i fatti suoi e la Francia pure.
Renzi ha detto che così non si può andare avanti.
Se migrazione vuol dire mantenere l’accordo con la Turchia e il suo despota, vuol dire che tutti quelli che partono dall’Africa arriveranno a casa nostra. Non è così che si governa il fenomeno”.
Sul fronte economico stretto: “A noi serve meno rigore e più crescita – insiste Damiano – il rigore fa bene alla Germania, non a noi.
Merkel dice no alla flessibilità per l’Italia nei conti. Si concede una sola volta. È molto stupido e ci porta alla rovina. Renzi che batte i pugni sul tavolo fa gli interessi dell’Italia e dell’Europa”.







