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Slitta ancora l’udienza preliminare per Ciancolini

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L'ex sindaco di Vitorchiano Gemini Ciancolini e il suo avvocato Severo Bruno

L’ex sindaco di Vitorchiano Gemini Ciancolini e il suo avvocato Severo Bruno

Vitorchiano – Corruzione e concussione, slitta ancora l’udienza preliminare per Gemini Ciancolini.

Dopo il rinvio dello scorso luglio, quello di stamattina. L’ex sindaco di Vitorchiano Ciancolini dovrà aspettare ancora, fine novembre per la precisone, per sapere se andrà a processo dopo l’inchiesta aperta due anni fa dalla procura di Viterbo.

Stamattina il gup Stefano Pepe avrebbe dovuto pronunciarsi sulle richieste di rinvii a giudizio, ma l’udienza è saltata. Il 28 novembre i pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma presenteranno le loro richieste e così i difensori degli imputati. 

Nove i nomi iscritti nel registro degli indagati e oggi imputatati davanti al gup, tra collaboratori dell’ex primo cittadino e imprenditori. Si tratta dell’ex vicesindaco di Vitorchiano Giuseppe Bagnato; degli imprenditori viterbesi Enrico BasiliPierangelo Arcangeli e dei colleghi romani Patrizio SilvestriPaolo Fubelli e Paolo Di Puorto. Più la collaboratrice dell’ex sindaco Gabriella Marchionni e l’addetto all’ufficio tecnico comunale Sante Rocchetti.

L’indagine della forestale riguardava presunti appalti truccati in cambio di tangenti. Ciancolini, secondo gli inquirenti, ne avrebbe intascate due da due appalti diversi, tra il 2010 e il 2011. Somme imprecisate in un caso o messe nero su bianco in un altro. Come nell’affidamento dell’appalto per i lavori di rifacimento di via Arringa e piazza Roma a Vitorchiano.

Per aggiudicarsi quella gara, uno degli imprenditori avrebbe sborsato 3mila euro. E come lui, il titolare di un’altra azienda, interessato a risistemare le fognature di Vitorchiano tra il Pallone e il centro storico. Ma in questo caso, come si legge dagli atti d’indagine, si sarebbe trattato di “utilità non dovute consistite in somme di denaro non individuate”.

Da un altro imprenditore, invece, Ciancolini avrebbe ottenuto uno sconto di 20-30mila euro sul prezzo di un preliminare di compravendita tra l’imprenditore stesso e il figlio dell’ex sindaco. In cambio, Ciancolini si sarebbe impegnato a concedere all’imprenditore un permesso a costruire e una variante al programma pluriennale di attuazione per far sorgere a Vitorchiano un capannone da adibire a esercizio commerciale.

E poi la lottizzazione in località Sambucara, dalla quale Ciancolini avrebbe ottenuto 150mila euro per la compravendita di un terreno della moglie. Prezzo “superiore alla somma ritenuta congrua”, secondo i pm titolari dell’indagine. Ma l’imprenditore interessato a comprare il terreno sarebbe stato convinto con un “trucco”: “la maggiore somma da lui sborsata per l’acquisto del terreno della moglie di Ciancolini sarebbe stata compensata con una minore somma per l’acquisto” di un altro terreno. Da qui l’accusa di concussione solo per l’ex sindaco.

Infine, le ipotesi di falso, tutte a carico di Ciancolini e riguardanti le ordinanze e delibere sulla costruzione del parcheggio multipiano a ridosso delle mura civiche di Vitorchiano.

Dopo lo slittamento dell’udienza di questa mattina, la prescrizione è sempre più vicina. Se ci sarà rinvio a giudizio, arrivare anche solo a una sentenza di primo grado è sempre più un’impresa. Dai fatti contestati sono già trascorsi sei anni, in qualche caso. Cinque da quelli più recenti. La prescrizione è alle porte.


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