Viterbo – Lo spettacolo ripercorre la vita della bibliotecaria, lessicografa e dizionarista María Moliner, una spagnola che ha avuto il coraggio di creare un proprio dizionario per correggere e migliorare quello della Real Accademia Española.
Il dizionario offre momenti di umorismo, di tenerezza ed il ritratto memorabile di una donna che ha dedicato la sua vita alla lingua spagnola e alla rivendicazione della cultura come chiave per raggiungere l’uguaglianza.
Maria Moliner è una delle personalità più impressionanti e sconosciute del 20esimo secolo in Spagna.
Una donna silenziosa, che non solo non si è fatta conoscere, ma che volontariamente si è allontanata dalla vita pubblica.
Aveva le sue ragioni. La sua vita è stata una continua battaglia per fare di questo un mondo migliore di quello che l’aveva vista nascere.
Dopo la vittoria di Franco, fu degradata amministrativamente e relegata in una oscura biblioteca di Madrid. Troppo silenzio per tanta vita.
Un giorno iniziò a scrivere un dizionario e finì con lo scrivere l’opera che conosciamo: un monumento così impressionante di rottura con il quale sfidò la Real Academia Espanola della Lingua.
Negli ultimi anni della sua vita, Maria Moliner fu colpita da una malattia che le fece perdere, una dopo l’altra, tutte le parole, fino a rimanere vuota di parole.
La sua straordinaria eredità è il suo “Dizionario di uso dello spagnolo” con il quale volle unire tutti gli spagnoli attraverso il linguaggio.
Maria Moliner riuscì a farlo perchè aveva preso la decisione più difficile: aveva scelto di essere libera.
In scena l’8 e 9 settembre a palazzo dei Priori, nell’ambito del festival “Quartieri dell’arte”.
