Tuscania – Sono stati “assolti perché il fatto non sussiste” i tre indagati per l’incendio all’Emi market di Tuscania, divampato nel novembre 2011. Si tratta di due operai e di Giuseppe Bologna, titolare della Econet, la ditta viterbese che all’epoca dei fatti si stava occupando dello smaltimento delle lastre d’amianto presenti sul tetto del supermercato.
Il reato ipotizzato era l’incendio colposo. Per gli inquirenti, infatti, le fiamme divamparono a causa dei lavori di manutenzione.
Ipotesi ribaltata. Il giudice Savina Poli ha accolto le tesi della difesa (avvocati Marco Russo e Roberto Massatani, che avevano chiesto il rito abbreviato) e quella del perito incaricato di svolgere un’indagine sulle cause dell’incendio.
Il tecnico, nominato dal giudice stesso, è stato ascoltato lo scorso luglio. “Le fiamme sono divampate per un corto circuito nel locale delle celle frigorifero – aveva detto in aula -. L’incendio non fu colpa degli operai”.
Soddisfatti i legali degli indagati. Decisamente meno, invece, i proprietari dell’Emi market che, costituiti parte civile, speravano in un risarcimento. I danni al supermercato furono ingenti: i vigili del fuoco, intervenuti con una decina di mezzi, impiegarono un’intera notte per spegnere l’incendio.


