Viterbo – Mori e Pd ai ferri corti. Moderati e riformisti non si sbilanciano. Troppo presto per sposarsi con il Partito democratico in vista delle elezioni comunali a Tarquinia nel 2017. C’è tempo per decidere con chi “accasarsi”.
Nonostante oggi governino insieme, e i Moderati e riformisti esprimano il vice sindaco. Poi c’è la crisi all’università agraria, le scaramucce in provincia. Mentre a Viterbo è calma. Almeno apparente.
Il segretario provinciale Pd Andrea Egidi, però, tanto calmo non è e chiama gli alleati, o presunti tali del movimento civico – politico ad assumersi le proprie responsabilità.
Egidi, che sta succedendo tra Pd e Mori?
“La crisi all’interno di Agraria nasce da un atteggiamento sbagliato da parte di Mori con il Pd e il presidente. Il caso esplode con le dimissioni di Blasi. Per trovare una soluzione c’è stata una riunione, ero presente anche io. Ci siamo lasciati dopo una lunga discussione, con un impegno a livello locale nel voler fare un passo avanti. La soluzione della crisi ad Agraria passa per il rilancio del patto in comune per il 2017”.
E invece?
“Questo non succede. I Moderati e Riformisti confermano di non essere disponibili a dire oggi che manterranno con noi l’alleanza. Un atteggiamento inspiegabile, se non con l’intenzione da parte loro d’avere le mani libere. Come ovunque, per valutare il da farsi”.
C’è il serio rischio di una rottura dei rapporti?
“Se agraria cade non ce n’è più per nessuno. Anche per il comune di Tarquinia, chiediamo un atteggiamento chiaro. Al momento, noi prendiamo atto che di fronte a richieste fatte nelle settimane scorse, per avere dai Mori un rapporto esclusivo con il Pd e il centrosinistra alle prossime amministrative, non è così. Se l’atteggiamento sarà mantenuto, Mori saranno trattati come si deve”.
Come mai tanta attenzione su agraria?
“A Tarquinia è un ente importante. Noi siamo per avere un’intesa con chi ha garantito a Tarquinia cinque anni di governo. Che non si voglia parlare d’alleanze è un problema serio. Se non c’è la visione, la volontà di stringere un’intesa, a Tarquinia si crea un problema serio. Se non c’è la volontà per il 2017, poi non voglio sentire parlare di rapporti con i Mori. Per come la penso. Non è possibile avere le mani libere, serve decidere”.
Pure in provincia non va molto bene. Il presidente Mazzola, sindaco pure di Tarquinia, ha il suo bel da fare.
“Io di mestiere non faccio quello che smonta le esperienza di governo esistenti. Certo, è evidente che in questa fase c’è un movimento che decide di non collocarsi nel centrosinistra. Una linea ambigua. Dove conviene sta col Pd, dove non conviene, col centrodestra”.
Per Tarquinia cosa si aspetta?
“Confermare e allargare per il 2017 l’attuale assetto. Ma sentirsi dire dai Mori che non sono nelle condizioni di decidere oggi il da farsi, mi pare non accettabile. Eppure esprimono il vice sindaco. Si stanno preparando ad avere mani libere? Se così fosse, noi ci dovremo organizzare e prendere contromisure da subito. Credo che a Tarquinia di questo si dovrà discutere”.
Per il Pd è un periodo intenso. C’è il referendum e lei è impegnato a sostenere le ragioni del sì.
“Da oggi parte una tre giorni intensa. Agli Almadiani alle 17.30 c’è il ministro della Giustizia Andrea Orlando, domani l’incontro con Zingaretti, Panunzi e Michelini sul lavoro della regione per la città e sabato parleremo di legge di stabilità, lotta alla povertà, lavoro e sviluppo con Alessandro Mazzoli e Cesare Damiano”.
C’è altro in programma?
“A ottobre avremo altre iniziative politiche. Il primo con Donatella Ferrante e il responsabile nazionale Giustizia. Il 10 ancora referendum, con Beppe Vacca, presidente istituto Gramsci e presidente del comitato referendum nel Lazio. Inoltre stiamo pensando a una Classe Dem sullo stile di quella nazionale”.
Giuseppe Ferlicca
