Viterbo – “Anche l’Italia pagherà il prezzo del terrorismo”. Il capo della polizia Franco Gabrielli a Viterbo, dopo la ministra Maria Elena Boschi.
Multimedia: Franco Gabrielli a Viterbo – slide – Video: Gabrielli ricorda Aldo Moro
Dopo il sì al referendum, alla due giorni del centro studi Aldo Moro al Salus Terme, le misure di sicurezza contro il terrorismo.
“Siamo al centro di una minaccia terroristica – ammette Gabrielli -. Una minaccia che non è iniziata con gli attacchi in Francia: prima era Al Qaeda, ora è Daesh e domani avrà un altro nome. Ma non è una minaccia che finirà presto, sarà duratura nel tempo.
Nessun attacco in Italia, perché siamo stati favoriti dalle capacità dei nostri apparati e forze dell’ordine. Ma anche il nostro paese è sotto minaccia e, prima o poi, pagherà il prezzo di questo terrorismo.
Possiamo avere paura, ma è fondamentale non cambiare i nostri valori e stili di vita. I nemici puntano a questo, ma non scalfiscano la nostra quotidianità: continuiamo ad andare al pub, al prendere la metro, a viaggiare per l’Europa.
Accogliamo – conclude il capo della polizia -. Ma non tutti, perché più di tanto non possiamo. Dobbiamo pensare solo a chi viene in Italia per ragioni umanitarie”.
La sala è piena. A introdurre l’incontro il deputato Pd Giuseppe Fioroni. “La sicurezza non è solo repressione, ma anche prevenzione e solidarietà. Lo disse, profeticamente, cinquant’anni fa Aldo Moro – sottolinea Fioroni -. Tre i pilastri su cui si deve basare l’Europa: politica estera, difesa e accoglienza.
Mi fa impressione – continua Fioroni – che anche i sindaci di questa provincia, anche quelli di centrosinistra, si oppongono all’accoglienza di una quarantina di immigrati. Non cediamo alla paura, non colleghiamo le diversità al terrorismo”.
All’incontro sono presenti anche il sottosegretario alla sicurezza Marco Minniti e il procuratore antimafia Franco Roberti.
“Terrorismo e arrivo di migranti, in un modo o nell’altro, sono connessi – dice Roberti -. Ovviamente il primo intervento delle forze dell’ordine e dei volontari è per salvare vite umane. Poi i servizi segreti fanno i controlli, e ci sono validi elementi che testimoniano l’interesse dello stato islamico sui traffici di migranti”.
Di una minaccia imprevedibile e che non deve essere sottovalutata parla anche Minniti. “L’Is – ammette il sottosegretario – vuole costruire un califfato mondiale. Non vuole conquistare questo o quel paese, ma tutte le capitali del mondo: da Roma a Londra.
Vinceremo anche questa partita perché ce lo insegna la storia del nostro paese, perché siamo in mani eccellenti. Ma non sottovalutiamo le minacce, imprevedibili.
L’obiettivo dei terroristi è quello di diffondere la cultura della paura – prosegue Minniti -. Pensiamo all’attacco a Dacca. Invece di scappare, gli autori del massacro iniziano a far circolare su internet le immagini dei cadaveri. Hanno voluto dire: ‘Italia, non siamo a Roma ma uccidendo i vostri connazionali riusciamo a terrorizzarvi anche da qui’.
Insomma – continua il sottosegretario -, i terroristi vogliono colpire l’anima dell’occidente: la democrazia”.
E sul tema migranti-terrorismo Minniti svela: “Lunedì sala operativa a Tripoli, tra le forze dell’ordine italiane e libiche. Il contrasto e la prevenzione ai flussi migratori, infatti, non si può combattere in Italia ma direttamente a Tripoli. Mettiamoci in testa che se la Libia e l’Africa non vanno bene, anche l’Italia e l’Europa non andranno bene”.
Raffaele Strocchia




