Viterbo – “Dobbiamo vedere Moro come costruttore di pace”. Giuseppe Fioroni, presidente della commissione d’inchiesta sul rapimento di Moro, ricorda lo statista della Dc nel centenario dalla sua nascita a Radio Vaticana.
“Vedere la battaglia di Moro sulla primazia della persona rispetto allo stato – dice Fioroni in radio – sui doveri che non devono essere concessi perché la titolarità è propria della persona umana. Vedere la battaglia di Moro per la libertà dell’educazione. Vedere la battaglia di Moro per l’importanza delle autonomie, dei corpi intermedi e delle autonomie locali. Vedere Moro costruttore di pace che parla di solidarietà e di cooperazione, perché così si costruisce la pace, e non solo con la repressione: credo che questi valori di solidarietà, pace, giustizia e dignità – la centralità dell’uomo – quella frase: ‘ogni uomo è un universo’, legano indissolubilmente Moro alla nostra cultura cattolica”.
E tanti, per Fioroni, sono ancora tanti oggi i punti oscuri nel rapimento dello statista Dc: “Il terrorismo è stato tombato più che sconfitto. Oggi stiamo andando avanti, e ogni giorno si scoprono contiguità e responsabilità: hanno fatto tutto le ‘Br’, ma molti che potevano non fecero”.
