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“Tutta colpa di Martina Minchella”

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Francesco Serra

Francesco Serra

Viterbo - Le consigliere Minchella e Bizzarri

Viterbo – Le consigliere Minchella e Bizzarri

Viterbo - Il consiglio comunale - Banchi della maggioranza semivuoti

Viterbo – Il consiglio comunale – Banchi della maggioranza semivuoti

Il consigliere Mario Quintarelli

Il consigliere Mario Quintarelli

Viterbo – “Martina Minchella ha fatto di testa sua, ecco il risultato”. Il consiglio straordinario sulla vulnerabilità sismica nelle strutture sanitarie salta, ma Francesco Serra (Pd) non ci sta a finire sotto accusa dalla sua collega di partito. Tutti a casa per le troppe assenze nel gruppo Democratico. Nove. Fra queste lo stesso Serra.

Presente solo la minoranza Popolare e nemmeno tutta. Minchella ne fa parte e punta il dito contro i suoi stessi compagni. L’altro Partito democratico le ha fatto uno sgambetto. Eppure Serra ha una versione diversa dei fatti.

Serra, che sta succedendo, come mai non era presente?
“Intanto, parlo anche a nome del capogruppo Mario Quintarelli che è impegnato a Civita di Bagnoregio. È successo che Quintarelli ha spiegato alla consigliera Minchella che per trattare l’argomento era sufficiente un’interrogazione al sindaco ed eventualmente una relazione della direttrice generale Asl. Non serviva un consiglio comunale straordinario”.

Però il documento presentato da Minchella parlava anche della vulnerabilità sismica degli edifici comunali.
“Lo poteva chiedere direttamente al sindaco. Comune, la consigliera Minchella quando chiede i consigli comunali straordinari sarebbe bene che interpellasse il gruppo”.

In che senso?
“L’aspetto grave è che a noi non ha chiesto nulla. A parte i cinque del Pd che l’hanno firmato, agli altri, niente. Lo so con certezza. Ha pensato bene solo di fare solo una richiesta al capogruppo”.

Mario Quintarelli cosa le ha risposto?
“Che non era d’accordo, non era il caso. Un inutile spreco di risorse su qualcosa che poteva essere derubricata a un’iniziale interrogazione e poi si vedeva. E a noi non ha chiesto nulla. A me personalmente non ha domandato di sottoscrivere la richiesta. Tanto è vero che le firme sono state raccolte da una minoranza del gruppo Pd. Inutile che la consigliera si ponga ad alfiere di chissà cosa. Almeno avesse avuto l’accortezza di domandare a tutti i consiglieri di firmare la proposta di consiglio straordinario. Chiedere almeno se eravamo d’accordo”.

Invece si è fermata al capogruppo?
“Che le ha esposto, lo ripeto, la sua contrarietà. Le ha detto di lasciar perdere. Non era il caso di fare un altro consiglio straordinario. L’argomento è importante, non ci trovo niente di sbagliato a capire la situazione sulla vulnerabilità sismica della rete ospedaliera. Ma bastava un’interrogazione al sindaco con cui domandare alla Asl il quadro della situazione. Se fosse stato necessario, si poteva valutare il resto”.

Quindi non siete contrati all’argomento, lo siete sulla seduta straordinaria?
“Certo. Siamo contrari al consiglio. Non sul tema. Ma non siamo nemmeno arrivati a esternare il nostro pensiero, perché Minchella ha fatto di testa sua. Ha raccolto cinque firme nel Pd poi è andata a parlare con consiglieri di un altro gruppo. Forse si dovrebbe porre qualche domanda”.

Le assenze nel Pd non erano a caso, quindi?
“Per quanto mi riguarda sposo la linea del capogruppo Quintarelli”.

C’è un problema nel gruppo in comune?
“Se sei parte di un gruppo, fai una riunione e vedi se c’è condivisione su un argomento. Poi lo porti avanti. Non è successo. Anzi. Io penso che un simile comportamento da parte di Minchella sia segnalabile agli organi del partito, volendo essere precisi”.

L’argomento è importante, ma serviva? La Asl si sta già muovendo, senza le sollecitazioni del comune.
“L’azienda ha dato incarico a un ingegnere per le verifiche. Sta scritto anche nel documento della consigliera Minchella. Quindi lo sapeva già cosa stessero facendo. La Asl magari ha fatto pure qualche passo in più rispetto al comune. Comunque, a parte questo, resta un tema importante. Bastava rivolgersi al sindaco e poi valutare il da farsi. Invece ha fatto di testa sua e autonomamente ha richiesto il consiglio straordinario. Che si è concluso così. Non poteva essere altrimenti quando si agisce in questo modo”.

Giuseppe Ferlicca


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