Viterbo – (g.f.) – “Vogliamo aiutare Virginia Raggi”. Olimpiadi, Leonardo Michelini non ci sta. Il documento firmato con gli altri sindaci del Lazio non è stato compreso. Niente di politico, solo una mano tesa alla sindaca di Roma. Della serie, sui giochi non si gioca. Se a Raggi serve una mano, i suoi colleghi ci sono.
“Non è una mossa politica – spiega Michelini – siamo in quattro. Io centrosinistra, Rieti sinistra, Latina è un civico, Frosinone di centrodestra. Non è immaginabile che ci si metta d’accordo su questioni politiche. Il livello è un altro”.
Tutti in soccorso di Virginia Raggi. La sindaca di Roma che dice no alle Olimpiadi 2024 nella capitale e i suoi colleghi la invitano a ripensaci. Perché non è sola. Gli altri capoluoghi del Lazio possono darle una mano.
“L’invito è a riesaminare la decisione. Le Olimpiadi non riguardano solo un comune o solo una regione. La levatura dell’evento è nazionale.
Ci sono otto anni per organizzarle, è un’occasione”. Raggi non sembra interessata, però. “Ecco perché noi diciamo, se serve, le altre province possono andare in aiuto di Roma. Anche mettendo a disposizione strutture.
Un incoraggiamento. Abbiamo chiesto pure d’incontrarla”.
Margini di manovra, però sembrano essere pochi.
Ieri sull’argomento, consiglio regionale straordinario con tanto d’ordine del giorno approvato. La Pisana dice sì alle Olimpiadi e impegna il presidente Nicola Zingaretti a “convincere” la sindaca Raggi a ripensarci.
Anche se le somme si tirano oggi in un altro consiglio, quello comunale a Roma. Convocato per dire no una volta per tutte ai giochi e ritirare la candidatura.
E se la capitale chiude le porte alle Olimpiadi, c’è poco da fare.
“Se votano contro – conclude Michelini – votano contro. Noi abbiamo voluto aprire un canale e dialogare con la sindaca. Non una mossa politica, come qualcuno ha voluto interpretarla, perché riteniamo che una simile decisione non la possa prendere una solo sindaco.
La portata delle Olimpiadi va oltre la capitale”. Ma se la capitale dice no, game over.

