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Assolto l’avvocato Rosati, condannati Paolo Esposito e la madre

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L'avvocato Mario Rosati

L’avvocato Mario Rosati

Paolo Esposito

Paolo Esposito

I genitori di Paolo Esposito, Maria Lorenzini ed Enrico Esposito

I genitori di Paolo Esposito, Maria Lorenzini ed Enrico Esposito

Enrico Valentini

Enrico Valentini

Viterbo – Minacce, resistenze e favoreggiamento. Assolto l’avvocato Mario Rosati. Condannati per minacce Paolo Esposito e la madre Maria Lorenzini. I due dovevano rispondere anche di resistenze, ma per questo reato sono stati assolti. Dichiarato innocente il padre di Paolo Esposito, Enrico.

I quattro erano imputati in un processo nato dal giallo di Gradoli e difesi dall’avvocato Enrico Valentini.

Il caso è noto: gli amanti-cognati Paolo Esposito e Ala Ceoban vengono condannati per l’omicidio di Tatiana Ceoban e della figlia 13enne Elena. Tatiana era sorella di Ala e convivente di Paolo. Ma i due avevano una relazione, presunto movente del duplice omicidio.

La corte d’appello ha confermato l’ergastolo solo per Esposito, riducendo la pena per la badante, oggi 30enne, a otto anni per favoreggiamento. Una vicenda giudiziaria lunga e complessa.

L’avvocato Rosati ha difeso Esposito fin dalla prima ora, per poi ritrovarsi a sua volta sotto inchiesta. Minacce, resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento personale i reati contestati in concorso con gli Esposito, che devono rispondere solo delle prime due accuse.

L’inchiesta aperta dal pm Franco Pacifici riguarda un testimone del processo Gradoli: il fioraio Righi. Stando alle indagini, Rosati avrebbe cercato di volgere la sua deposizione in favore di Esposito. Da qui, l’accusa di favoreggiamento.

Resistenza e minacce si riferiscono, invece, ai colloqui con le assistenti sociali che si occupavano della figlia di Esposito e Tatiana. La bambina, che oggi ha tredici anni, all’epoca ne aveva appena sei. Dopo l’arresto del padre fu affidata prima al sindaco di Gradoli, poi a una casa famiglia e, infine, trasferita a Bologna, città in cui vive la nonna materna. Nell’ottica accusatoria, gli Esposito e Rosati avrebbero fatto pressioni per riavere la bimba a casa con loro.

Per il reato di favoreggiamento di cui è accusato Rosati, la pm chiede l’assoluzione: “Mancano i presupposti – dice la pubblica accusa nella requisitoria – per condannare l’imputato (Rosati, ndr) alla pena che prevede l’articolo 378 del codice penale”, il favoreggiamento appunto.

Il pubblico ministero ha però chiesto, per tutti gli imputati, la condanna a quattro mesi di reclusione per il reato di minacce e resistenze. “Gli assistenti – continua la pm – sono stati fortemente intimiditi”.

“Apprezzo la richiesta del pm per l’assoluzione di Rosati”, dice a inizio arringa l’avvocato Enrico Valentini. “Chiedo l’assoluzione perché il fatto non sussiste – continua il difensore – per i reati di minacce e resistenza. Se sono state utilizzate espressioni forti, colorite e fuori luogo non giustificano questi capi d’imputazione. Che reazione ci si può aspettare da dei familiari che non possono più vedere una bimba di sei anni? Anche gli assistenti sociali, in questo tribunale, hanno ridimensionato le accuse”.

Il giudice Rita Cialoni, dopo un’ora di camera di consiglio, ha assolto per minacce, resistenze e favoreggiamento l’avvocato Mario Rosati “per non aver commesso il fatto”. Per minacce invece sono stati condannati Paolo Esposito e la madre Maria Lorenzini. Il primo a una multa di 400 euro, la seconda a una multa di 500 euro. I due dovevano rispondere anche di resistenze, ma sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”. Come il padre di Paolo Esposito, Enrico.


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