Celleno – Riceviamo e pubblichiamo – Il 24 ottobre, all’ospedale Agostino Gemelli è morto, all’età di 70 anni, Crescenzio Biondelli, figura di spicco del piccolo paese viterbese.
Da sempre, ha dimostrato un concreto impegno nei vari campi sociali: in gioventù è stato un vero trascinatore nel settore calcistico, mostrando ottime doti atletiche, ma soprattutto un animo gentile, rispettoso e corretto.
Attualmente seguiva con interesse e passione le sorti della squadra Asd Cellere: tutti i componenti e i dirigenti della squadra l’hanno sempre amato e stimato quale uomo esperto nel settore e quale allenatore e presidente negli anni passati.
Era presidente in carica della sezione Avis, dando proficuo esempio nelle donazioni del sangue, e personalmente era anche membro dell’Aido, infatti gli sono state espiantate le cornee e, grazie a questo gesto generoso, qualcuno riacquisterà il prezioso dono della vista.
In occasione delle ricorrenze religiose, partecipava attivamente come facchino nel trasporto delle statue dei santi festeggiati.
Faceva parte del Comitato di Gestione del Centro Sociale Anziani ed era incaricato nel settore della contabilità; inoltre, curava il giornalino mensile “Insieme per…”, che vedeva anche la mia persona come collaboratore e, a proposito di questo mio impegno, mi aveva scritto quanto segue, in occasione del decesso del caro amico Carlo Rossini: “Ciao Mario, se sei d’accordo, per il mese di novembre sarebbe opportuno inserire una poesia dedicata al carissimo amico Carlo. Se ne hai qualcuna o magari intendi scriverla, ti lascio una pagina libera.
Purtroppo per motivi di salute, e con molto rammarico, oggi non posso partecipare alle esequie di Carlo.
Buona giornata, Crescenzio”.
Appena ricevute queste poche righe, ho subito accettato la proposta e ho scritto una poesia per onorare la memoria del caro amico Carlo, ma mai avrei immaginato la triste sorte che sarebbe accaduta di lì a breve anche a lui, al caro amico Crescenzio, il quale ha lasciato un vuoto enorme nel suo ambito familiare e nel più forte dolore la moglie Pina, i figli Angelo e Francesco, tutti i suoi familiari e la popolazione di Cellere.
Mario Olimpieri

