Vallerano – Ricorre questo mese il primo centenario della nascita di monsignor Manfredo Manfredi (Vallerano 1916-2003), insigne umanista, dotato di un ingegno versatile e multiforme: fu professore di umane lettere, poeta colto e raffinato sia in lingua italiana che in latino, valente musicista, poligrafo.
All’evento la diocesi di Civita Castellana, d’intesa con l’amministrazione comunale valleranese, ha inteso dare particolare rilievo con lo svolgimento di una solenne cerimonia commemorativa, che avrà luogo sabato 22 ottobre alle 15,30.
A dare maggiore lustro alla manifestazione sarà la presenza di sua eminenza il cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro in Vaticano, che fu suo alunno nel seminario regionale della Quercia: nel santuario di Maria santissima del Ruscello dei donatori di sangue, di cui il dotto sacerdote fu per molti anni rettore, il porporato presiederà una santa messa concelebrata da sua eccellenza Mons. Romano Rossi, vescovo della diocesi di Civita Castellana. Al sacro rito seguirà l’intitolazione del piazzale antistante il santuario con lo scoprimento di una targa donata dalla ditta Mizzella su iniziativa e commissione del locale Gruppo archeologico “Francesco Orioli”.
La figura di don Manfredo è rimasta nell’ombra, fondamentalmente per sua scelta, perché egli aveva un carattere discreto, schivo, alieno dal mettersi in mostra, dall’esibire le vaste conoscenze che possedeva in varie campi dello scibile umano.
Nella piccola abitazione annessa al santuario, che si trova alla periferia del paese cimino, a contatto con la natura, trascorse anni sereni, dedicandosi agli studi classici ed umanistici, non per gusto di mera erudizione, ma per la consapevolezza che il suo sapere avrebbe contribuito ad aprire le menti dei suoi giovani studenti, ad offrire prospettive ed orizzonti culturali più ampi.
La lunga esperienza come insegnante di greco e di latino lo portò a scrivere una grammatica greca ed un’altra latina, a redigere opuscoli e dispense legati alla sua attività didattica. Fu un educatore attento e sensibile, lasciò una impronta indelebile su intere generazioni di giovani, che diventarono sacerdoti e guide spirituali delle comunità viterbesi o che, come laici, costituirono una linfa vitale nel tessuto umano e sociale della provincia di Viterbo ed oltre.
Fu un forbito poeta in latino, nella raccolta di versi che egli intitolò, ispirandosi al Rerum vulgarium fragmenta del Petrarca, “meae fragmenta vitae”, raccolse carmi ed odi composti non solo nel metro più comune, cioè l’esametro, oppure nel distico elegiaco, ma si cimentò con rara maestria nelle strutture metriche più articolate e complesse che Orazio aveva dedotto dalla lirica greca.
All’eleganza e levigatezza formale univa una spontanea delicatezza, una velata malinconia, mai disgiunta dall’anelito spirituale, dalle intime tensioni dell’anima.
Non trascurò nemmeno la storia locale: vari sono i contributi da lui dedicati alla conoscenza delle vicende, soprattutto religiose, del suo paese natio, tra i quali citiamo Vallerano e la musica (1990), Vallerano e le confraternite (1996), S. Vittore Martire (stampato dalla Deputazione 1989-90), Storia della Società Madonna del Ruscello.
Si può tuttavia affermare che né lo studio assiduo né la lunga attività di insegnamento lo distolsero mai dall’esercizio del suo ministero sacerdotale. Ordinato sacerdote a 23 anni nel 1939, divenne viceparroco, svolgendo una intensa attività pastorale. Chiamato ad insegnare greco e latino, prima del Liceo classico Buratti del capoluogo provinciale, poi le seminario regionale della Quercia, ebbe nel contempo a ricoprire l’incarico di rettore del santuario della Madonna del Ruscello, adoperandosi assiduamente con varie iniziative per sviluppare e diffondere la devozione verso la santissima Vergine.
Nel 1962, con il beneplacito del vescovo Massimiliani, diede vita a “La Madonna del Ruscello”, una rivista bimestrale di attualità, che durerà ben 35 anni (l’ultimo numero uscirà nell’agosto 1997). In essa venivano proposti approfondimenti del messaggio evangelico, riflessioni sulla liturgia e sui fatti quotidiani, tematiche relative alla vita religiosa del cristiano, orientamenti morali per i fedeli della piccola comunità.
Nominato parroco di Vallerano nel marzo 1980, si sforzò per ristabilire le antiche tradizioni religiose e, sempre attento alla devozione della santissima Vergine, fondò con alcuni suoi parrocchiani il Centro Mariologico.
Determinante fu il suo contributo quando il 23 aprile 1993 il Cardinale Camillo Ruini, su invito del Vescovo Diocesano Divo Zadi, si recò in visita al Santuario insieme a tutti i Vescovi della Conferenza Episcopale del Lazio. Scopo della visita fu l´ufficializzazione del riconoscimento della Madonna del Ruscello quale “Patrona dei donatori di sangue” per la regione Ecclesiastica del Lazio. Si spense il 14 novembre 2003.
Monsignor Manfredo Manfredi ha lasciato una preziosa eredità culturale, dovere morale dei suoi discepoli è tramandarne i valori e la memoria, curare la paziente ricerca delle opere superstiti, continuare il suo lavoro di ricerca e di studio per mantenere viva la fiaccola della fede e del sapere.
Massimo Fornicoli
Presidente del Gruppo archeologico F. Orioli



