Viterbo – La decadenza di Francesco Moltoni torna ad essere argomento del giorno.
E non perché il consiglio comunale abbia deciso di esprimersi in proposito ma perché Vita Sozio, prima dei non eletti, reclama una decisione.
Decisione che in caso di estromissione del consigliere Moltoni dal consiglio la potrebbe far entrare a Palazzo dei Priori.
Giovedì scorso il presidente Marco Ciorba ha inviato a tutti i consiglieri copia di una lettera dell’avvocato di Vita Sozio in cui intima al consiglio di esprimersi sulla decadenza del consigliere entro 30 giorni.
“Mi corre l’obbligo evidenziare che, di fronte al procrastinarsi di tale comportamento gravemente omissivo dei singoli consiglieri – si legge nella lettera dell’avvocato di Vita Sozio -, che si protrae da un tempo divenuto
ormai intollerabile, la signora Sozio Vita, in qualità di prima candidata non eletta nella lista civica
“Oltre le mura, ha provveduto a conferirmi mandato di richiedere il risarcimento di tutti i danni
dalla stessa già subiti e subendi, nonché di tutelare il proprio sacrosanto diritto di surroga, in luogo del consigliere divenuto incompatibile. Vi invito e diffido – conclude la lettera -, entro e non oltre il termine di 30 giorni dal ricevimento della presente, ad attivare la procedura di decadenza per incompatibilità”.
“Credo che abbiamo raggiunto un livello bassissimo – dice Francesco Moltoni -. E nessuno mi toglierà dalla mente che dietro a tutto questo c’è sicuramente un regista. Chiedo al presidente del consiglio di far valere con tutti i mezzi che ha a disposizione l’autonomia del consiglio stesso, perché la lettera della Sozio rappresenta un’ingerenza pesante. Si danno per scontate una serie di cose che scontate non sono. E’ vero, a me sono stati mossi dei rilievi ma ancora si deve stabilire se questi sono motivo sufficiente per considerarmi incompatibile e quindi decadente. Attualmente sono consigliere a tutti gli effetti e con tutti i diritti”.
Il consigliere Moltoni si chiede anche su cosa il consiglia debba esprimersi. “In questo momento c’è un pronunciamento del Tribunale di Viterbo che ha sospeso la mia cartella esattoriale, e quindi è tutto fermo. Forse all’avvocato di Vita Sozio è sfuggito questo particolare. Mi sembra – continua – un atteggiamento oltremodo scomposto, un intervento quasi ricattatorio nei confronti dei consiglieri che vengono invitati a votare in un certo modo. Non a caso sto facendo valutare dai miei avvocati quanto scritto nella lettera, perché potrebbe esserci il caso che io venga danneggiato da una votazione condizionata da elementi esterni.
Comunque – conclude amaro il consigliere – sulla mia vicenda manca solo che scomodano il presidente della repubblica. Evidentemente al grande manovratore do parecchio fastidio”.
