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Il distretto di Civita torna a crescere

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Viterbo - Federlazio Adduci, Crea e Calisti

Viterbo – Federlazio -Adduci, Crea e Calisti

Viterbo - Federlazio - Crea e Calisti

Viterbo – Federlazio – Crea e Calisti

Viterbo – (g.f.) –  Investimenti, domanda ed export in aumento, occupazione stabile, cala la cassa integrazione. Il periodo nero per le imprese nella Tuscia non sarà passato, ma la situazione è in deciso miglioramento.

E il distretto di Civita Castellana torna a essere la locomotiva dell’economia nella Tuscia. Lo segnala l’indagine congiunturale Federlazio.

I dati sono del primo semestre 2016 e segni più davanti a percentuali e cifre, prevalgono. Ad eccezione della cassa integrazione. In diminuzione. Cresce, invece, il distretto di Civita in crescita.

“La locomotiva della Tuscia torna a essere il distretto di Civita Castellana – spiega Giuseppe Crea, direttore Federlazio – con un aumento del 4% sull’export, sostenuto dalla vendita fuori confine, in particolare America, Svizzera e Germania”. Segno più sottolineato pure da altri studi.

“In generale, fatturato e domanda – osserva Crea – su mercato interno e su quello europeo sono in crescita, tiene quello extraeuropeo. Stabili anche produzione e occupazione, mentre diminuisce la cassa integrazione”.

Sul fronte occupazione: “Le imprese assumono o stabilizzano lavoratori – continua Crea – perché la dinamica aziendale è positiva e non perché ci sono incentivi. Quelli del governo si sono ridotti, nonostante questo non c’è stato un calo, anzi”. Confermato l’andamento del semestre precedente.

“Il quadro è a tinte meno fosche – osserva il presidente Federlazio Giovanni Calisti – il trend è positivo, con le imprese che hanno deciso d’investire in aumento e con la tenuta nella domanda interna. Anche se a premiare, in particolare, sono i mercati europeo ed extraeuropeo”.

Stabile la produzione. Da gennaio a giugno 2016, si confermano i livelli del semestre precedente, seppure le risposte positive degli imprenditori calano, dal 28,6% al 25%. Ordinativi ed export crescono. Dal 25% al 30,8%.

“In particolare – osserva Crea – c’è un dato significativo da segnalare. Nessuna azienda ha segnalato perdite di volumi d’affari”. Sei mesi fa erano al 20%. Sù anche il fatturato. Da dicembre 2015, incremento del 10%, anche se crescono del 4% le aziende che segnalano un calo.

Positivo pure il trend sull’occupazione. Tra gennaio e giugno, le imprese che hanno dichiarato aumenti negli organici arriva al 50%, rispetto al 31,8%. Meno personale, solo per il 9% degli intervistati, da 22,2% precedente.

Chi assume, lo fa a tempo indeterminato (40%), determinato (28,6%). Tipologie di contratto in diminuzione, mentre crescono altre (31,4%), come tirocini formativi. “Ma non si tratta – precisa Crea – di Garanzia giovani. Iter e burocrazia della procedura sono pesanti, non solo per l’impresa ma anche per la persona. A Viterbo è stata un flop”.

Ridotto il ricorso alla cassa integrazione, dal 15,6% si passa al 12,6%. Stesso trend di quella in deroga e straordinaria. Ma come segnalato da Mario Adduci, dato positivo. Ma la cassa integrazione che cala vuole anche dire in molti casi, il non rientro in azienda. Quindi, disoccupazione e licenziamento.

Puntano verso l’alto gli investimenti. Nei primi sei mesi del 2016 si arriva al 44,4% d’imprese che dichiarano investimenti in crescita, dal 28,6% di fine 2015.

Federlazio individua anche i problemi affrontati dalle aziende. Si soffre ancora per la domanda insufficiente (27%), ritardo dei pagamenti da parte di privati (24,3%) e pubblica amministrazione (17%). Le previsioni per i mesi successivi sono buone. Aumento della produzione, nuovi ordini, fatturato e occupazione sono visti in crescita. Sempre con molta cautela.

All’indagine hanno risposto 350 piccole e medie imprese Federlazio, 46 delle quali nella Tuscia, in gran parte con addetti tra 10 e 49 unità.


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