Tuscania – Non solo il cranio, Angelo Gianlorenzo aveva anche il torace fracassato.
Nuovi particolari sull’omicidio dell’83enne trovato morto la vigilia di Ferragosto nel suo terreno a Tuscania, in località Castellaccio. A fare la macabra scoperta il figlio, che avrebbe notato il cadavere del padre riverso a terra, supino.
In un primo momento si era parlato di una profonda ferita alla testa, con i vestiti della vittima strappati e a terra tutto ciò che aveva nelle tasche. Ma a più di un mese dall’omicidio emerge un nuovo, inquietante, particolare: Gianlorenzo aveva anche il torace fracassato.
Un particolare non da poco per gli investigatori. L’assassino, infatti, avrebbe potuto prima colpire l’uomo con un bastone e poi infierire sul cadavere. Oppure ucciderlo direttamente con un’arma più pesante, magari un mezzo agricolo. Eppure sul corpo di Gianlorenzo non sarebbero stati trovati segni di pneumatici.
Sembrerebbe il disegno di un omicidio perfetto, con l’arma del delitto introvabile e la scena del crimine pulita. Nessuna traccia, nessuna macchia di sangue, se non nel punto in cui è stato rinvenuto il cadavere.
Per questo le indagini, coordinate dal pm Massimiliano Siddi, proseguono senza sosta. Si cerca di ricostruire la dinamica dell’omicidio e raccogliere elementi a cui ancorare le indagini.
Interrogatori, perquisizioni, sequestri. Lo scorso 8 settembre il luogo del delitto è stato setacciato anche dai Ris di Roma. Un’ora e mezza a caccia di impronte, tracce ematiche e biologiche su attrezzi da lavoro e veicoli. Ma anche nel punto in cui è stato trovato il cadavere dell’uomo e nel terreno limitrofo: quello di Aldo Sassara, 73 anni, cognato della vittima e per il momento unico indagato.
Per quest’omicidio, in cui il dato scientifico sembra essere determinante, risposte potrebbero arrivare proprio dai risultati delle analisi dei Ris e da quelle del reparto scientifico dei carabinieri di Viterbo. Ma bisognerà aspettare ancora qualche settimana.
Raffaele Strocchia




