Viterbo – Due scosse di terremoto, forti. Alle 19,10, 5,4 gradi della scala Richter. Una seconda, alle 21,18. Stavolta, 5,9. Poi una terza, alle 23,42, d’intensità 4,6 gradi. E altre due questa mattina alle 5,19 di magnitudo 4,1 con epicentro a Castelsantangelo sul Nera e alle 5,50 di 4,4 con epicentro Ussita, sempre in provincia di Macerata.
La terra trema nel Centro Italia, panico e distruzione nelle Marche e in Umbria. Gente all’aperto e a rendere tutto più difficile, non solo il buio, ma anche la forte pioggia e il freddo.
Anche nella Tuscia, preoccupazione e paura. Il sisma è stato nettamente avvertito in tutti i centri.
A cominciare dal capoluogo. Poi nelle zone al confine con l’Umbria, le più vicine all’epicentro di un evento sismico che si è fatto sentire da Rimini a Napoli. E perfino a Bolzano e Austria.
Tre forti scosse, e in mezzo uno sciame sismico quasi ininterrotto. C’è chi anche a Viterbo, soprattutto dopo il secondo evento sismico, è sceso in strada, nonostante la pioggia.
Oggi intanto, in molti comuni, a titolo precauzionale e per consentire controlli alle strutture, le scuole restano chiuse.
Hanno emesso l’ordinanza di chiusura, i comuni di Acquapendente, Bagnoregio, Canepina, Caprarola, Castiglione in Teverina, Civita Castellana, Fabrica di Roma, Gradoli, Grotte di Castro, Orte, Nepi, San Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Vallerano, Vasanello, Vignanello.
A Ronciglione un primo sopralluogo è stato effettuato in serata, il resto in mattinata presto, prima dell’apertura degli istituti scolastici.
Nei plessi scolastici dell’istituto comprensivo Virgili, in via delle Vigne e corso Umberto I, fanno sapere dal comune, non sono state riscontrate anomalie strutturali o modificazioni rispetto al precedente sopralluogo effettuato dopo il sisma del 24 agosto.
Scuole regolarmente aperte a Viterbo, dove comunque sono state allertate le squadre per le verifiche.
Disagi alla circolazione legati al sisma. Non solo la Salaria chiusa ad Ascoli Piceno.
Ferrovie dello Stato ha disposto a titolo precauzionale il rallentamento dei treni nelle zone interessate. Inoltre, treni sono stati fermati, in modo da permettere le verifiche alle infrastrutture sulla linea Orte – Ancona, nel tratto fra Foligno e Fabriano.
Molti i crolli tra Marche e Umbria e una persona ferita, è il primo bilancio del terremoto.
“Non ci risultano crolli sui quali si stia lavorando in termini di ricerca e soccorso – ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio – abbiamo effettuato verifiche anche su strutture ospedaliere, in due di queste, Cingoli e Matelica, saranno spostati alcuni padiglioni”.
Quindi l’appello: “Evitate gli spostamenti. Non muoviamoci se non c’è urgenza. La situazione della viabilità è in corso di valutazione, sono state immediatamente avviate le verifiche del caso”.
È stato alle 19,10 che l’Italia centrale è di nuovo piombata nel terrore. Si è sentito il primo terremoto di magnitudo 5,4 con epicentro nella provincia di Macerata, tra Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita e Preci.
La seconda scossa, la più forte, alle 21,18, magnitudo 5,9 con epicentro Ussita tra Visso, Cuore di Sorbo e Castelsantangelo sul Nera.
Alle 23,42 la terza scossa di terremoto avvertita nella Tuscia, magnitudo 4,6 in provincia di Macerata.
Tre scosse immerse in uno sciame sismico di decine eventi. Oltre settanta, con una ventina di scosse sopra magnitudo 3. Poi le tre terribili superiori a magnitudo 4,5, di cui due sopra 5.
E questa mattina due eventi sismici di magnitudo 4,1 e 4,4, cui ha fatto seguito un terzo, alle 10.21, sempre d’intensità 4,4, con epicentro a Preci.
La terribile sequenza di scosse telluriche di ieri






