Acquapendente – “Qui de lavori se ne fanno a iosa”. Si parla di interventi a raffica nelle centinaia di intercettazioni che incastrerebbero i due imprenditori e i tre dipendenti pubblici arrestati per presunti appalti truccati nel comune di Acquapendente.
“Le somme urgenze, quelle vere dico, in un anno saranno cinque, sei, dieci, venti. Invece qui de lavori se ne fanno a iosa”. E’ quanto S., funzionario della regione Lazio, dice all’imprenditore Fabrizio Galli, finito ai domiciliari insieme al collega Marco Bonamici e ai dipendenti pubblici Ferrero Friggi, Giorgio Maggi e Vincenzo Palumbo.
Il gip Stefano Pepe definisce quella tra S. e Galli una “conversazione emblematica”. Emblematica perché testimonierebbe il “collaudato sistema illecito” messo in piedi dagli arrestati. Per il giudice delle indagini preliminari, nell’intercettazione il funzionario S. evidenzia la “necessità” di più interventi di somma urgenza, lamentando come troppo “esiguo” il numero di quelli legittimi.
Galli, Bonamici, Friggi, Maggi e Palumbo finiscono ai domiciliari lunedì 17 ottobre, nell’ambito dell’inchiesta nata dalla denuncia del titolare della Gioacchini Sante sas. E’ l’operazione Vox Populi del Nipaf della forestale, coordinata dalla procura di Viterbo. I due imprenditori e i tre dipendenti pubblici arrestati sono accusati di corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio. Reati contestati a vario titolo e che sarebbero stati commessi dal 2012 sino alla fine del 2015.
Nel mirino degli investigatori, oltre ai lavori di somma urgenza, le autorizzazioni per la realizzazione di un centro commerciale, l’affidamento dei lavori pubblici per l’asfaltatura delle strade, per opere di manutenzione in una scuola e per la realizzazione di un parcheggio.


