Bolsena – “Tutta la gente che cammina a testa bassa, vorrei svegliarla con un colpo di grancassa…”, inizia così ‘Le anime morte’, primo singolo di Matteo Sacco estratto dall’album ‘La dolce vita’ e così comincia anche il videoclip della canzone stessa.
Ambiente metropolitano, gente che cammina di fretta (e a testa bassa, appunto) all’interno di una stazione, proprio come il protagonista che fino alla fine del video, non rivela la propria identità.
Il video cerca di descrivere in maniera quasi didascalica la sensazione di alienazione che sicuramente ognuno di noi ha avuto modo di provare più volte nella vita e che è il concetto portante del testo del brano: la tentazione, o l’attrazione, che subisce la nostra anima verso uno stato di mediocrità, un senso di torpore e di pigrizia che ci porta a subire con rassegnazione e passività una vita vana e che ci lascia supini, vittime del nostro destino. Tale stato emotivo è magistralmente descritto dall’omonimo libro di Gogol da cui ovviamente la canzone prende le mosse e il titolo.
Questo sentimento opprimente spinge però il protagonista ad uscire dalla situazione iniziale, fonte di malessere esistenziale, e gli dà l’abbrivio per dirigersi verso nuove esperienze e attraversare situazioni sempre più leggere e variegate che, seppur ancora vacue, gli permettono di misurarsi con tutte le possibilità insite in lui, così da riuscire a raggiungere infine uno stato di maggior benessere, se non addirittura di libertà, come poi canta infatti testualmente il ritornello finale del brano.
Il video, curato da Salvatore Calogero, è uscito in anteprima on line lo scorso 21 ottobre ma verrà presentato ufficialmente il 30 ottobre alla ‘Libr’Osteria Le Sorgenti’, in corso Cavour 75 a Bolsena, alle 18. Durante questo incontro, il cantautore suonerà dal vivo alcuni pezzi del suo album.
Il primo disco di Matteo Sacco invece, è uscito lo scorso 14 ottobre e ha avuto un grande riscontro da parte di critica e pubblico. Un album folk con influenze cantautorali anni ’70, che mescola le esperienze personali dell’artista con i grandi classici della letteratura mondiale.
Gli arrangiamenti dell’album sono stati curati da Gabriele ‘Svedonio’ Tardiolo ed è stato registrato presso lo studio Mami Records di Marco Cocchieri.
L’artista, durante i suoi live, divide il palco con Tommaso Dottarelli (tastiere e synth), Edoardo Fabbretti (batteria), Glauco Fantini (basso) e Marco Massino (chitarre).
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