Viterbo – (g.f.) – Dal 1996 al 2016. Fidapa, venti anni di presenza al femminile sul territorio.
La Federazione italiana donne arti professioni e affari si prepara a festeggiare. Due volte, ma in modo pratico. Con un convegno su periferie digitali e la frontiera per la nuova impresa, il 28 alle 11 in sala Regia a palazzo dei Priori e una tavola rotonda al Salus Terme il 29, alle 10.30 su impresa sociale e terzo settore per una nuova idea di welfare.
“Siamo partite nel 1996 – ricorda Maria Teresa Battistelli Lecchini, presidente fondatrice – con 30 socie e da allora abbiamo fatto passi da giganti. Oggi l’imprenditoria femminile può essere una marcia in più al sistema economico”.
Nel fine settimana i due appuntamenti e il 26 novembre, Lecchini anticipa un incontro sulla violenza sulla donna. Sarà una giornata a livello nazionale. “La organizziamo – ricorda Lecchini – insieme all’ordine dei medici di Viterbo.
Tra le tante collaborazioni che abbiamo attivato negli anni, c’è quella con l’università. Abbiamo premiato studentesse laureate con tesi sul territorio”. Iniziativa interrotta da un paio d’anni e che sarà ripresa.
“I due convegni – spiega Chiara Frontini che per Fidapa è responsabile task force Entreprenuership del distretto centro Fidapa – sono la conseguenza di due gruppi di lavoro voluti da Fidapa, uno rivolto all’impresa e l’altro alla comunicazione, per far arrivare a tutti il lavoro che svolgiamo”.
Il distretto centro Fidapa, in cui rientra Viterbo, raccoglie Lazio, Umbria, Toscana e Marche.
Mentre sono partite da pochi giorni le iscrizioni al Creativity Camp Fidapa, percorso d’accompagnamento per nuove imprese o già esistenti.
“Nella prima fase – spiega Chiara Frontini – si raccolgono le adesioni a livello distrettuale. Noi rientriamo in quello centrale, che comprende Lazio, Umbria, Toscana e Marche. Le partecipanti racconteranno le proprie idee e una giuria valuterà le migliori due che accederanno alla seconda fase, nazionale.
Le partecipanti prenderanno parte a incontri formativi e d’aiuto e al termine sarà decretata la vincitrice. Un riconoscimento importante, al momento ancora top secret”.
La Tuscia se la può giocare con il resto d’Italia. “Lo scorso anno – ricorda Frontini – 12 progetti d’impresa al femminile sono stati finanziati dalla regione Lazio perché ritenuti meritevoli. Non sono pochi”. Idee e imprese ce ne sono, vanno valorizzate.




