Tarquinia – Tarquinia e Fabrica di Roma tra i comuni del Lazio con il maggior numero di beni confiscati alla mafia. E’ quanto emerge dall’ultima relazione annuale della Direzione nazionale antimafia (Dna).
Sono dodici gli immobili sequestrati a Tarquinia. Dieci quelli a Fabrica di Roma. In totale quelli confiscati nella provincia di Viterbo sono trenta, di cui sedici destinati e quattordici in gestione.
Con beni destinati si intendono quelli sequestrati e destinati ad attività, e pertanto trasferiti a soggetti istituzionali. Gli immobili in gestione, invece, sono quelli in gestione dell’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità (Anbsc).
Secondo il rapporto della Dna, la provincia di Viterbo è l’unica nel Lazio ad avere la quota degli immobili destinati superiore a quella dei beni in gestione. In tutta la regione, infatti, dei 1270 immobili confiscati, 435 sono destinati e 835 in gestione.
“I comuni del Lazio interessati dalla confisca di almeno un bene – si legge nel documento della Dna – sono 86 (su 378), ossia il 28 per cento. Circa il 90 per cento dei comuni sono localizzati nelle province di Roma, Frosinone e Latina”.
Sequestrate ai clan anche le aziende. “Nel Lazio – continua il documento – sono 523, di cui 98 già destinate (ad affitto, vendita o liquidazione, ndr), 389 in gestione (dell’Anbsc, ndr) e 36 uscite dalla gestione (ovvero, che non è stato possibile destinare, ndr)”.
Secondo il rapporto della Dna, il fenomeno dei clan che mettono le mani sulle aziende coinvolge tutte le province della regione. In misura minore quella di Viterbo, che ha soltanto quattro aziende confiscate.

