Viterbo – Non c’è niente da fare. Gli incontri dei partiti sul referendum non tirano.
Tanto per il sì, quanto per il no, partecipazione ai minimi termini. Se fossero un programma televisivo, sarebbero già stati cancellati da un pezzo per mancanza d’ascolti.
Si salvano solo rare eccezioni, con ospiti illustri.
È successo l’altra settimana con Forza Italia, si è ripetuto oggi con il Pd. Assemblea degli iscritti a sostegno del referendum costituzionale organizzata da unione comunale e circolo unico cittadino.
Dalla sala conferenze a palazzo Gentili, incontro spostato alla sala del consiglio provinciale. Atmosfera intima, luci soffuse.
Se fosse stata una normale seduta, non ci sarebbe nemmeno stato il numero legale. Venti in tutto, compresi i relatori.
Dove sono finiti gli iscritti Pd? Forse oltre al referendum, vista l’ora, le 18.30 passate, avranno detto sì pure all’happy hour.
Si perdono Cesare Pinelli, docente in Diritto costituzionale alla Sapienza, Carlo Mancini, segretario del circolo unico e Stefano Calcagnini, dell’unione comunale.
Peccato. Gli argomenti portati dal professore universitario sono interessanti, a prescindere da come la si pensi.
Ne faranno tesoro i pochi intimi presenti, dall’assessora Alessandra Troncarelli al consigliere comunale Massimo Cappetti, passando per Sandro Mancinelli e finire con Alessandro Mazzoli e Alessio Trani.
Forse sono gli unici iscritti Pd ancora indecisi. Tutti gli altri sanno già cosa votare. E possono starsene tranquilli a fare l’aperitivo.
Dove si consiglia vivamente al Pd di organizzare i prossimi incontri sul referendum. Quattro amici al bar…



