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Picchia la ex e la lascia stesa sull’asfalto

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Civita Castellana - Piazza Matteotti

Civita Castellana – Piazza Matteotti

Civita Castellana – (f.b.) – Schiaffi, pugni e insulti erano all’ordine del giorno. Poi le minacce pesanti: “Se non facciamo l’amore ti ammazzo”.

Una convivenza così invivibile che la vittima, una 26enne romena, non riusciva più a sopportarla.

La ragazza decide allora di lasciare quell’uomo così violento e provare a rifarsi una vita. Ma toglierselo di torno non è facile.

Siamo a Civita Castellana. Il 26 marzo del 2011 la giovane va al bar a prendersi un caffè e poi passa dal venditore ambulante di porchetta che si trova a pochi passi dal locale.

Sta facendo la fila per essere servita quando l’ex la sorprende da dietro e si accanisce su di lei.

“Mi ha riempito di botte senza pietà – racconta la ragazza, ora 30enne, al giudice Mattei -. Schiaffi, spinte e pugni fino a quando sono caduta a terra. Poi mi ha lasciata sdraiata sull’asfalto ed è corso via”.

In suo soccorso è arrivato un altro uomo, attuale marito della vittima, che già più volte era intervenuto nei ripetuti episodi di violenza.

“L’avrà picchiata almeno dodici o tredici volte dopo la fine della relazione – racconta in aula l’uomo -. Una volta aveva anche provato a buttarla dal ponte Clementino. Quella volta dell’aggressione in piazza io sono intervenuto quando lei era già a terra, perché mi trovavo dentro al bar e non ho fatto in tempo ad uscire prima. Quando l’ho vista in quelle condizioni l’ho portata al pronto soccorso per farla visitare”.

Arrivati in ospedale però la ragazza rimane alcuni minuti da sola, mentre il suo accompagnatore torna a casa a prepararle qualcosa di caldo da mangiare dopo la visita.

“Mentre stavo là con medici e infermieri si è ripresentato di nuovo il mio ex – prosegue la vittima -. Mi ha apostrofato con una serie di parolacce irripetibili e quando io ho tirato fuori il cellulare per chiamare i carabinieri lui me lo ha strappato dalle mani e se n’é andato di nuovo”.

Il verdetto dei sanitari è di una settimana di prognosi, mentre per l’aggressore parte la denuncia.

Ieri, cinque anni e mezzo dopo quella giornata terribile, il processo è arrivato alle battute finali. Il giudice Silvia Mattei ha condannato l’uomo a un anno e mezzo di reclusione e a 500 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.


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