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“Prove di disgelo tra Marini e Battistoni…”

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Giovanni Arena

Giovanni Arena

Viterbo – “Prove di disgelo tra Marini e Battistoni…”. Giovanni Arena (FI) prova a vedere il bicchiere mezzo pieno dopo la riunione sul no al referendum organizzata una decina di giorni fa da Forza Italia. In sala, ma distanti, le due anime storiche del partito.

Il coordinatore comunale forzista valuta positivamente la presenza dei due esponenti e, al momento, si prepara a organizzare una serata per il 27 ottobre all’agriturismo Monteparadiso per, come lui stesso sostiene, “stare in amicizia e parlare della nostra Viterbo”.

“E’ una cena – dice Arena – con amici e simpatizzanti e già in molti hanno aderito. Non sarà un incontro prettamente politico, ma un’occasione per   non perdere il contatto con l’elettorato e la gente, le cui testimonianze mi aiuteranno a capire meglio i problemi della città”.

Si parlerà dunque di Viterbo.
“C’è già chi sta preparando degli spunti e delle idee su come intervenire per migliorare il capoluogo. Ognuno dirà la sua sulle problematiche dei vari quartieri, del centro storico e alla periferia. Non sarà per nulla pesante, ma un momento di dialogo e crescita. Vogliamo mantenere un contatto diretto coi cittadini, un rapporto che deve essere continuativo perché non ci si può ricordare di loro solo al momento delle elezioni. Sarà una serata piacevole, ne sono convinto, un po’ come quello che è accaduto a Bagnaia ad aprile. Un successo che spero si ripeterà anche stavolta. Mi servirà a raccogliere scontenti e proposte”.

Come è andato il suo lavoro da coordinatore finora?
“Ho sempre cercato di coinvolgere tutti e i tre consiglieri comunali, anche se, non tanto nei miei confronti, oppure solo in parte, ci sono delle problematiche che devono essere risolte a livello regionale. Per giovedì, li ho invitati tutti e tre e spero siano presenti, perché anche la gente chiede un segnale di unità. Più siamo insieme e più abbiamo la possibilità di ricevere la fiducia di chi ci segue. Se ci sono, invece, scollamenti, sia all’interno di Forza Italia che con gli alleati, diventa tutto più difficile. Al di là del contatto col mio elettorato, mi interessa appunto arrivare ai prossimi appuntamenti coesi, perché solo così abbiamo possibilità di fare qualcosa”.

Una decina di giorni fa c’è stato l’incontro sul no al referendum.
“Una riunione positiva in cui sono stati lanciati segnali di unità”.

Marini, che era tra i relatori, è rimasto i prima fila.
“Era solo un fatto di posti, c’erano 5 poltrone e a parlare eravamo in sei”.

E’ andato in prima fila, perché non c’era posto?
“Ma non è che non c’era posto, l’ho invitato io, ma è voluto rimanere lì. Mi sarei alzato e sarei andato in prima fila io. Non c’era alcun tipo di forzatura o di distacco. Poi c’è stato anche del disgelo…”.

Tra chi?
“Tra Marini e Battistoni e mi è sembrato positivo”.

In cosa lo ha notato e da parte di chi?
“Si sono salutati e Battistoni ha detto che era d’accordo con quanto affermato da Marini. Sono segnali rispetto a prima che nemmeno si salutavano. Piccoli passi che speriamo ci portino a un dialogo sereno su tutto quello che ci attenderà nei mesi prossimi”.

Mano tesa più da Marini o da Battistoni?
“Da tutti e due… il fatto che Marini sia venuto è positivo così come che sia intervenuto con Bacocco, Battistoni e Abbruzzese. E poi il fatto che Battistoni abbia dato consensi a quanto detto da Marini. Prima se c’era uno, non c’era l’altro, quindi, che ci siano stati entrambi è positivo. Su questo dobbiamo continuare a lavorare per distendere completamente i rapporti”.

Ci saranno alla cena?
“Penso di si, Battistoni ha dato conferma, Marini mi dirà entro oggi, ma mi pare di aver capito che ci sarà”.

Sul futuro?
“Come coordinamento siamo impegnati col referendum costituzionale. Un lavoro abbastanza duro rispetto a quello che ci viene presentato, anche perché bisogna spiegare le cose come stanno e serve togliere ogni dubbio sul modello di scheda e i quesiti presentati. I cittadini hanno problemi ad arrivare a fine mese e il paese non si può bloccare con il referendum fino al 4 dicembre. Di problemi – conclude Arena – ce ne stanno ben altri”.

Paola Pierdomenico 


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