Roma – Riceviamo e pubblichiamo – La Commissione Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, enti locali e risorse umane del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Fabio Bellini, ha dato parere favorevole all’unanimità, con osservazioni, al regolamento che disciplina il procedimento innanzi alla Camera regionale di conciliazione, previsto dalla legge regionale n. 1 del 2016 sulla conciliazione nelle controversie sanitarie e in materia di servizi pubblici.
Lo schema di delibera ora torna in giunta per l’approvazione definitiva.
Il regolamento disciplina l’organizzazione della Camera regionale di conciliazione (istituita presso l’Istituto “Arturo Carlo Jemolo”) e il procedimento innanzi alla stessa per risolvere in via stragiudiziale – entro 90 giorni – le controversie tra i soggetti regionali erogatori di servizi pubblici e gli utenti, relative al mancato rispetto degli standard di qualità previsti nelle carte dei servizi.
Saranno queste ultime, per ciascun ente, a indicare modalità, tempi e condizioni di accesso al procedimento conciliativo, nonché le specifiche conseguenze giuridiche derivanti dal raggiungimento dell’accordo e dalla positiva conclusione del procedimento, dandone espresso avviso agli utenti dei pubblici servizi regionali.
Anche i comuni e gli altri enti locali avranno la facoltà di usufruire della procedura di conciliazione, previo accordo con la Regione.
E’ prevista una fase sperimentale di un anno su una parte dei servizi pubblici erogati dalla Regione o dagli enti dipendenti, che saranno scelti dalla stessa Giunta regionale.
Nella prima versione del testo la fase sperimentale interessava solo i servizi sanitari, ora invece, se il provvedimento dovesse essere approvato dalla Giunta così come licenziato oggi dalla prima commissione, la sperimentazione sarà estesa a qualsiasi tipo di servizio pubblico.
Questa è una delle modifiche apportate oggi dalla commissione al testo della Giunta, attraverso lo strumento delle osservazioni. La consigliera Teresa Petrangolini ha presentato varie osservazioni – accolte dall’assessore al Bilancio Alessandra Sartore e votate all’unanimità dalla commissione – tra le quali quella sulla sperimentazione, un’altra che prevede che il luogo di svolgimento della procedura di conciliazione sia il più possibile vicino al cittadino che propone l’istanza e un’altra ancora che consente di fare domanda di conciliazione anche nel caso di eventuali danni non patrimoniali.
Sono state presentate osservazioni anche dal presidente Bellini e dai consiglieri Gianluca Perilli e Devid Porrello, alcune delle quali accorpate e riformulate con l’assessore – approvate all’unanimità dalla commissione – per precisare che il fondo creato appositamente nel bilancio dell’istituto Jemolo per incamerare le entrate derivanti dai costi del procedimento a carico delle parti e dai proventi delle sanzioni previste all’articolo 17 del regolamento, sia vincolato esclusivamente al funzionamento della Camera di conciliazione.
Consiglio regionale del Lazio
