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“Santa Rosa voleva quei lavori…”

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Viterbo - Santa Rosa - Lavori al monastero - Suor Francesca, Mirko Fiorillo e Damiano Amatore

Viterbo – Santa Rosa – Lavori al monastero – Suor Francesca, Mirko Fiorillo e Damiano Amatore

Viterbo - Santa Rosa - Lavori al monastero

Viterbo – Santa Rosa – Lavori al monastero

Viterbo - Santa Rosa - Monastero - L'accesso alla cappella col corpo della patrona

Viterbo – Santa Rosa – Monastero – L’accesso alla cappella col corpo della patrona

Viterbo - Santa Rosa - Lavori al monastero

Viterbo – Santa Rosa – Lavori al monastero

Viterbo - Santa Rosa - Lavori al monastero

Viterbo – Santa Rosa – Lavori al monastero

Viterbo - Santa Rosa - Lavori al monastero , Mirko Fiorillo, suor Francesca e Damiano Amatore

Viterbo – Santa Rosa – Lavori al monastero , Mirko Fiorillo, suor Francesca e Damiano Amatore

Viterbo - Santa Rosa - Lavori al monastero

Viterbo – Santa Rosa – Lavori al monastero

Viterbo - Santa Rosa - Lavori al monastero - Suor Francesca

Viterbo – Santa Rosa – Lavori al monastero – Suor Francesca

Viterbo - Tiziana Farina, Damiano Amatore, suori Francesca e Mirko Fiorillo

Viterbo – Tiziana Farina, Damiano Amatore, suori Francesca e Mirko Fiorillo

Viterbo - Santa Rosa - Lavori al monastero

Viterbo – Santa Rosa – Lavori al monastero

Viterbo – “Santa Rosa voleva che fosse fatto, lo abbiamo capito, c’è stata la sua volontà”. L’alcantarina suor Francesca si spiega, solo così, la velocità con cui sono stati portati a termine i lavori lungo il corridoio che dal monastero porta alla basilica, al corpo incorrotto della patrona.

In un mese sono “spariti” i puntelli, le lastre che coprivano il muro. Un vero e proprio cantiere che stava lì da trent’anni, non c’è più.

Al suo posto, riaffiorano tracce del passato, della vecchia chiesa di san Damiano, finora rimaste nascoste e adesso custodite dietro due teche di cristallo.

“Questa è la ruota – mostra suor Francesca – il passaggio attraverso il quale i fedeli lasciavano le loro donazioni”. Nella seconda teca si vede il passaggio tra il monastero e la vecchia chiesa.

I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Fiorillo, progettati dall’architetto Damiano Amatore e dall’ingegnere Giuseppe La Grutta.

“Il corpo di santa Rosa – ricorda suor Francesca – era conservato dentro la chiesetta, quando nel 1357 ci fu un incendio. Una monaca aveva lasciato una candela accesa. Da lì si è propagato fino al monastero”. Sui muri si possono ancora vedere tracce lasciate dalle fiamme. Una delle tante storie che il monastero racconta ai visitatori.

“A me sembrava non dignitoso che il passaggio per arrivare alla Santa fosse lasciato così nell’abbandono – continua suor Francesca – allora ci siamo rivolti alla famiglia Fiorillo, che fin dall’inizio ci ha sostenuti in ogni progetto e desiderio. Quando li abbiamo informati che volevamo sistemare il passaggio, sono venuti lo stesso giorno.

Dalla Sovrintendenza, la dottoressa Farina ci ha suggerito di chiamare uno strutturista e abbiamo interpellato Damiano Amatore. Anche lui ha risposto immediatamente. Si vede proprio che santa Rosa voleva che si facesse. A metà luglio ci siamo mossi, a fine mese c’era il permesso della Soprintendenza e dopo ferragosto era tutto finito”. A tempo di record.

“Abbiamo capito che era proprio la sua volontà, di santa Rosa, che i lavori si facessero”.

Corridoio sistemato e ritinteggiato, così come i locali adiacenti. “La spesa – continua suor Francesca – non è stata banale, ma i Fiorillo ci sono venuti incontro. Vincenzo per noi è come un padre, ci diceva non vi preoccupate, con calma quando potrete.

Si capisce che non c’è un obiettivo economico, ma la volontà di rendere tutto più bello, che santa Rosa sia custodita in modo dignitoso”.

Giorni fa la visita con la sovrintendente Farina e ieri mattina, altro sopralluogo con Mirko Fiorillo e Damiano Amatore.

“Da decenni – ricorda Amatore – i resti della chiesa di san Damiano erano coperti da fatiscenti lastre in truciolato e puntellature che ne impedivano la visione, ma che soprattutto degradavano l’ambiente.

I lavori sono stati effettuati dalla Edil Nolo di Fiorillo e oggi consentono d’avere una memoria storica di quella che era la vecchia chiesa, che nulla ha a che fare con l’attuale”.

Il monastero del santuario di santa Rosa ha incaricato Giuseppe la Grutta, ingegnere e Damiano Amatore, architetto, di predisporre lo studio di fattibilità per il corridoio che porta verso la chiesa. Interrotto da un puntellamento di sostegno. Un vero e proprio cantiere che limitava anche il passaggio dei fedeli verso la cappella dov’è custodito il corpo della santa.

L’intervento ha riguardato le cripte, distacchi e lesioni, con relativa messa in sicurezza, rendendo visibile la parte storica.

Per eliminare la puntellatura, è stata rinforzata la muratura. Le cripte adesso sono visibili, illuminate con luci led e protette da cristalli.

Qualche visitatore ha particolarmente apprezzato l’intervento, tanto da lasciare monete, lanciandole all’interno, oltre i cristalli. Adesso come si recuperano?

Giuseppe Ferlicca


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