Verona – “Ogni pietra è un’opera d’arte della natura”. E’ ancora frastornato l’imprenditore Salvatore Forieri della Pietre Santafiora, che, da oltre quaranta anni, estrae e lavora pietre naturali. L’azienda, con sede a Vitorchiano, ha partecipato alla fiera internazionale del marmo Marmomacc a Verona dal 28 settembre al primo ottobre.
Nello stand, opere in pietra pregiata, il video sul progetto a scopo umanitario Warka Water di Arturo Vittori e lo showcooking, in collaborazione con Scavolini, dello chef Carlo Cracco. Una vera vetrina internazionale per la Tuscia non di poco conto.
“L’azienda – dice Salvatore Forieri – è stata fondata circa 50 anni fa e ha sede a Vitorchiano. Si occupa di escavazione di pietre naturali in cave tra il Lazio e la Toscana, di preciso a Manciano.
Io e mio padre Augusto ci occupiamo del commerciale, ma, con noi, ci sono dei soci e ognuno ha il suo ruolo. Volevamo mantenere la tradizione di lavorare le pietre sotto tutti i punti di vista, anche quello artistico e artigianale. Aspetto che è gestito da Mauro Segantini.
Abbiamo messo in piedi dei grossi progetti a livello internazionale, lavori nel mondo, come la riqualificazione di edifici storici a Roma, le pavimentazioni in lavagrigia al Parlamento europeo di Strasburgo, fino ad arrivare ai rivestimenti di pareti esterne in santafiora per grandi case della moda, tra cui Gucci, Etro e Alviero Martini”.
L’azienda, alla fiera, ha rappresentato l’intera filiera, dai prodotti grezzi ai semilavorati e finiti, dai macchinari e le tecnologie per la lavorazione, fino alle possibili applicazioni nell’architettura e nel design.
“La pietra santafiora – afferma Forieri – è unica per le sfumature tendenti al legno, ha un effetto naturale e ha caratteristiche tecnico-meccaniche vicine al granito.
E’ quindi durissima e adatta ad esigenze sia artistiche che edilizie, con la bellezza e i colori caldi di una pietra renaria. Unica al mondo.
Viene studiata da geologi dell’Unitus e della Sapienza dal punto di vista delle teorie di formazione. E’ piacevole esteticamente ed è valida per le sue qualità.
Non potevamo mancare alla fiera che è un appuntamento internazionale fondamentale nel nostro settore.
Partecipano 159 nazioni da tutto il mondo e, in questi giorni, abbiamo avuto diversi successi e preso accordi per la distribuzione in America, Australia e Asia”.
Allo stand, ospiti importanti, tra cui lo chef Carlo Cracco. “Ha fatto uno showcooking, in collaborazione con Scavolini. Si è messo all’opera sul piano cucina fatto in pietra santafiora. Ha fatto un risotto allo zafferano studiato proprio per il colore delle nostre pietre, in onore delle nostre pietre”, sottolinea l’imprenditore.
Nello stand si poteva ammirare anche il video del progetto Warka Water di Arturo Vittori. “La base in pietra su cui la torre poggia è realizzata in blocchi di Santafiora – ricorda Forieri -. Recentemente è stato anche selezionato per essere esposto alla Biennale di Architettura di Venezia 2016.
Abbiamo deciso di sostenere questo progetto per lo scopo umanitario e quindi di mostrarlo alla fiera per la risonanza internazionale, dato che ci sono stati clienti anche dalla Arabia Saudita”.
Significativa anche la risonanza mediatica, secondo Forieri: “Abbiamo messo in primo piano la pietra Santafiora con delle lavorazioni speciali. Le abbiamo incorniciate al muro perché, secondo noi, ogni blocco di pietra è un’opera d’arte della natura e l’abbiamo valorizzata. Visto il riscontro, credo che la gente abbia capito il messaggio che si voleva trasmettere”.
L’azienda ha individuato una strategia per far fronte alla crisi. “Innegabile dire che il nostro settore, guardando soprattutto al mercato italiano, non ne risenta – spiega Forieri-.
Proprio per questo, abbiamo deciso di internazionalizzarci da un paio di anni con ottimi risultati.
In giro per il mondo c’è molta concorrenza per cui abbiamo dovuto reinventarci, fare nuove lavorazioni e riproporre la pietra nel modo giusto per poi pubblicizzarla.
La risposta del pubblico ci conferma che stiamo facendo bene. Alla fiera, abbiamo avuto grande visibilità, forse più degli altri, ed è stata una gioia concreta per i mesi di lavoro e di ricerca che ci stanno dietro. Il coronamento di tanti sacrifici”.
Si guarda al futuro. “Stiamo progettando un concept con l’architetto Vittori – annuncia Forieri – per un nuovo modo di progettare nel campo delle pietre per l’interior ed exterior design. Sarà presentato il prossimo anno.
Faremo poi nuovi showroom oltre a quelli in Australia e Asia. Lo scopo è quello di mantenere e rafforzare la rete commerciale con le aziende con cui siamo in contatto.
Per adesso, ci godiamo il successo della fiera. Siamo più che soddisfatti perché è stata un’esperienza emozionante. Sotto tutti i punti di vista.
Vogliamo mantenere le nostre maestranze italiane. Di questi tempi, si tende a decentrare all’estero per abbattere i costi e trovare escamotage per le tassazioni.
Da noi, ci sono circa 60 persone che si trasmettono il lavoro di padre in figlio. Siamo come una grande famiglia. Ed ecco perché cerchiamo continue soluzioni perché ci interessa più l’aspetto umano che quello economico.
E’ una bella responsabilità e facciamo il nostro meglio per dare risultati e non deludere”.








