Acquapendente – “Spero che ti vada tutto per le medicine…”. Così avrebbe reagito più o meno l’imprenditore Fabrizio Galli nei confronti di chi aveva osato non eseguire le sue direttive nella gestione degli appalti del comune di Acquapendente.
E’ quanto ricostruisce il gip Stefano Pepe che una settimana fa ha mandato ai domiciliari cinque persone per presunti appalti truccati: tre dipendenti pubblici e due imprenditori, uno dei quali è, appunto, Fabrizio Galli.
“Maiale spero che ti vada tutto per le medicine”. O ancora: “Quando arrivano le persone così tocca purgalle, tocca fasse rispettà…”. Imprecazioni rivolte, a quanto pare, nei confronti di chi non si sarebbe prestato al gioco delle finte gare tra gli imprenditori.
Insieme a Galli, sono stati arrestati dagli uomini del Nipaf della forestale i dipendenti pubblici Ferrero Friggi, Giorgio Maggi e Vincenzo Palumbo e un altro imprenditore: Marco Bonamici. Tutti, a vario titolo, avrebbero avuto un ruolo nel programma di manomissione delle gare per i lavori pubblici del comune di Acquapendente.
Tutto fila liscio finché qualcuno non decide di non assecondare le richieste di Galli. In uno degli appalti nel mirino degli inquirenti, infatti, l’accordo illecito relativo ai lavori di asfaltatura prevedeva un ribasso del 4%, ma un imprenditore rifiuta “la proposta di spartizione del Galli” e si aggiudica il lavoro con un ribasso del 24%, cifra evidentemente ritenuta pienamente remunerativa.
L’intesa salta ed è in questo momento che Galli si infuria e reagisce con gli insulti.
Ma per spregiudicatezza e modus operandi, secondo il gip, Galli non è affatto l’unico. Anche l’altro imprenditore, Marco Bonamici, “senza indugio o timore e, anzi, con una certa intraprendenza, è in grado di operare presso i rappresentati del comune di Acquapendente” al fine di indirizzare l’esito delle gare pubbliche.
Gare che, come emerge dalle intercettazioni, erano molte di più di quelle effettivamente necessarie. Non solo le urgenze, dunque, ma appalti su appalti. “Lavori a josa”. Il tutto ad assoluto e incondizionato servizio non dell’interesse pubblico, ma di quello dei privati.
Le cinque persone ai domiciliari nell’ambito dell’operazione Vox Populi sono finite nei guai in seguito alla denuncia di un imprenditore. In particolare, nel mirino degli investigatori, ci sono le autorizzazioni per la realizzazione di un centro commerciale vicino il cimitero di Acquapendente e l’affidamento dei lavori pubblici per l’asfaltatura delle strade, per opere di manutenzione in una scuola e per la realizzazione di un parcheggio nei pressi dell’ospedale.


