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“T’ammazzo e ti faccio a pezzi”

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Nepi

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Nepi – Un’ora in aula a raccontare cinquant’anni di botte e insulti.

Drammatica testimonianza di una donna ascoltata ieri in tribunale, parte civile al processo contro il marito settantenne. L’uomo, autotrasportatore in pensione, risponde di maltrattamenti in famiglia. Sarebbero iniziati nel maggio del ’59, in viaggio di nozze. Così, almeno, dalla testimonianza della moglie resa al giudice Rita Cialoni.

“Le prime botte me l’ha date a Roma, in viaggio di nozze – spiega la donna, 78 anni -. Mi ha preso a calci, pugni e cazzotti senza alcun motivo, solo per il gusto di sentirsi un marito padrone. Mi diceva sempre: ‘Comando io e se non ti va bene vattene affanculo’. Per 53 anni non sono andata via perché mi sono sempre vergognata. Ma avrei dovuto subito sporgere denuncia”.

Un inferno. Un disastro. Così la donna descrive il matrimonio con il marito. “Quante ne ho passate – continua -. Mi ha chiamata zoccola, puttana, mignotta. Mi ha messo le mani al collo e puntato il coltello alla gola: ‘Stronza, ti tiro fuori le budella. Ti ammazzo, ti faccio a pezzi e ti butto via nei sacchi della spazzatura”, ripeteva. Sono viva per miracolo. Nel luglio del 2010, mentre eravamo sul letto, si è stranito e mi ha stretta al collo. Non respiravo più. Sono diventata viola. Ha una forza quell’uomo…”.

Lui è in aula, ascolta e non riesce a non replicare alla testimonianza della donna. Il giudice lo riprende più volte. Poi il racconto della nascita delle figlie, una delle quali, la primogenita, chiamata a testimoniare in tribunale. “Anche le figlie ha avuto con la violenza – dice la 78enne -. L’ultima l’ho messa al mondo da sola, a Roma. Lui non c’era. Non c’era nessuno. Ero sola come una cane. Ha rovinato anche la vita delle figlie: chiamava troie pure loro e ha provato a strozzare anche la più grande. Un giorno, in particolare, l’ha rincorsa in casa con un coltello in mano, davanti alla nipotina di cinque anni”.

Nel 2011 la denuncia della donna ai carabinieri, dopo che lui avrebbe insinuato una relazione della moglie con il parroco del paese. “Dopo un funerale – spiega la 78enne – mio marito ha iniziato a urlare in mezzo alla strada: ‘Sei stata mezz’ora con il prete. Io come cornuto non ci passo”.

Dopo la denuncia, l’uomo è stato portato via dai carabinieri e allontanato dal tetto coniugale. Tra i due è in corso anche il processo di separazione, ma la donna porta ancora i segni di quel matrimonio. “Dopo le botte, i calci e i pugni mi riempivo di lividi. Ma dopo un po’ sparivano – racconta al giudice -. Ancora oggi invece ho paura fino al midollo, al punto di non andare più in giro da sola. Sono anche in cura da un neurologo e psicologo”.

A marzo la prossima udienza.


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