Viterbo – (g.f.) – Uno spiraglio per una trentina di lavoratori ex Esattorie.
Finiti in mezzo a una strada con la chiusura della società che per il comune riscuoteva i tributi, da oltre due anni sono in attesa che si muova qualcosa. Finora invano.
Ieri un nutrito gruppo è arrivato in comune per parlare con il sindaco Leonardo Michelini. “Siamo esasperati – raccontano – dalle non risposte da parte dell’amministrazione.
C’è un bando per l’affidamento del servizio riscossione. Se ne parla da tempo, a giorni dovrebbe uscire, anche se da come ci ha spiegato il sindaco si tratta di un provvedimento tampone”.
I lavoratori oggi sono una trentina, dai 38 impiegati a Esattorie, società in cui sono confluiti all’epoca, con l’esternalizzazione del servizio da parte di palazzo dei Priori.
“La soluzione per consentirci di ritornare al lavoro – dicono ancora gli ex dipendenti – è di costituire una cooperativa, o altro soggetto. In questo modo potremo partecipare al bando.
A novembre avremo un altro incontro insieme ai sindacati per discuterne”.
Fino a quel momento, profilo basso. “Eravamo pronti a protestare, avevamo preparato cartelli e striscioni. Vista l’apertura, abbiamo deciso di aspettare.
Prendiamo in parola il sindaco. Se però ancora una volta dovessero essere disattese le nostre aspettative, a quel punto agiremo diversamente. Non abbiamo abbassato la guardia. Tutt’altro”.
La riscossione dei tributi è un problema non solo per i lavoratori che se ne occupavano, ma anche per il comune.
“Ci sono difficoltà a riscuotere, non essendoci un soggetto preposto a farlo. Equitalia, cui è stato affidato il servizio, evidentemente si è rivelata non la soluzione migliore”.


