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“Vendevano” caffè e cocaina, bariste alla sbarra

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Graffignano – La droga e il denaro sequestrato in un bar

Graffignano – La droga e il denaro sequestrato in un bar

Graffignano – “Vendevano” caffè, cornetto e cocaina al bar. Due 30enni a processo.

Alla sbarra dopo le indagini, del marzo 2014, dei carabinieri di Grotte santo Stefano e Graffignano. M.C., italiana di 36 anni, e S.B., 30enne marocchina, entrambe residenti a Graffignano, devono rispondere di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Se la 30enne ha patteggiato la pena, per la 36enne di Graffignano il processo è ancora in corso davanti al giudice Rita Cialoni. Ieri, in aula, la testimonianza dei comandati delle stazioni di Grotte e Graffignano: il maresciallo Marco Foti e il luogotenente Raffaele Abate.

Da tempo, i carabinieri avevano notato un anomalo flusso di clienti in un bar della frazione di Montecalvello, gestito dalla 36enne M.C.. Il 15 marzo 2014, sempre più insospettiti, hanno controllato un cliente che, arrivato da Grotte, è entrato nel locale e dopo aver bevuto frettolosamente un caffè è risalito in macchina.

I militari lo hanno sorpreso con un grammo di cocaina, appena acquistata all’interno del bar. Così hanno perquisito il locale e trovato sette grammi di coca già suddivisa in dosi, sedici grammi di hashish e oltre 2mila euro in contanti, probabilmente il provento dello spaccio.

A Graffignano, in casa della barista, i carabinieri hanno anche trovato un bilancino di precisione e vario materiale per il confezionamento. I militari, entrati nel bar, hanno controllato anche una ragazza, S.B., di origine marocchina, che probabilmente aveva rifornito la barista dello stupefacente da vendere.

Sempre a Graffignano, ma questa volta nell’abitazione della 30enne, i carabinieri hanno scovato alcuni panetti di hashish, per quasi mezzo chilogrammo di sostanza stupefacente e sedici grammi di cocaina.

Le due donne sono prima finite ai domiciliari e poi a giudizio. Se la 30enne ha patteggiato la pena, per M.C. il processo è ancora in corso. Ieri, in aula, anche la testimonianza di una dipendente del bar. “I clienti – spiega la ragazza al giudice – venivano spesso al bar a prendere la cocaina. Era nascosta in un barattolo vicino alla cassa, e già suddivisa in dosi in delle bustine bianche”.

Per la 36enne il processo continua a maggio.


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