Viterbo – Il 2017 sarà l’anno della ricerca con un investimento complessivo di oltre 130 milioni di euro che copriranno, tra bandi e interventi, tutto il prossimo anno.
Una Regione che, grazie al presidente Nicola Zingaretti e al vice presidente regionale Massimiliano Smeriglio, investe non solo sulla cultura, ma sul suo sviluppo.
Non solo sulla valorizzazione di quello che già esiste e rappresenta uno dei nostri patrimoni più preziosi assieme alle risorse naturalistiche e ambientali, ma anche sulla crescita di nuove idee che possano rilanciare il nostro territorio e creare nuova occupazione.
Un provvedimento di sistema che guarda al futuro sia delle nuove generazioni che delle comunità scientifiche della nostra regione. Un futuro in cui tutti abbiano le stesse opportunità di potersi affermare, sia come singoli sia come comunità della conoscenza.
Affermarsi come singoli, per trovare il lavoro della vita, quello per cui si è studiato tutta una vita. Affermarsi come comunità per essere più forti sui mercati e nelle relazioni con gli altri territori e le istituzioni, prima fra tutte l’Unione Europea.
Creando infine un mondo della ricerca che sia il più possibile diffuso su tutto il territorio regionale, intrecciandosi con esso e le sue dinamiche economiche, sociali e culturali.
Perché oggi la partita si gioca direttamente nel tessuto sociale, tra le sue maglie, che occorre capire e interpretare al meglio creando le necessarie connessioni tra gli attori dello sviluppo e del benessere sociale, dove gli operatori della conoscenza, i ricercatori hanno un ruolo fondamentale. Un “servizio pubblico” spesso poco sfruttato che è un bene prezioso per la nostra comunità umana.
Un bene a cui tutti debbano poter accedere dando così a tutti la possibilità di esprimere il proprio contributo al progresso della società.
Innanzitutto, un bando rivolto a tutti i ricercatori del Lazio. Sette milioni di euro per 50 nuovi progetti che avranno la durata di due anni e potranno richiedere, ciascuno di loro, fino a 150 mila euro di finanziamento.
Ci sono poi più di 40 milioni di euro per la nuova programmazione del Distretto tecnologico culturale, nell’ambito del quale sono previsti 5 grandi bandi: Centro di eccellenza e alta formazione e polo innovazione (6 milioni di euro), tecnologie per i monumenti del Lazio (23 milioni), promozione e internazionalizzazione (3 milioni e mezzo), capitale di rischio (3 milioni), Centro di eccellenza tecnologie per lo spettacolo dal vivo (6 milioni). Previsti infine 60 milioni di competenza dell’assessorato alla ricerca per i nuovi interventi del Por 2014-2020 e altri 17 milioni di euro per la terza e la quarta edizione del bando ricerca.
Provvedimenti e interventi che caratterizzeranno un futuro che nasce però da un impianto ben preciso, da una linea politico-istituzionale che la regione di Nicola Zingaretti ha voluto dare al settore della ricerca e della conoscenza.
Un impianto e un percorso che in poco tempo l’hanno riconsegnata al posto che merita. Un posto di primo piano, il faro e al tempo stesso il punto di riferimento di una politica regionale di riconnessione sociale con le nuove generazioni.
Penso, per citare un esempio tra i tanti, al bando Torno Subito che ha visto finora migliaia di ragazzi e ragazze andare a studiare o lavorare all’estero oppure fuori regione per poi tornare subito dopo e mettere in pratica quanto appreso sul proprio territorio.
Il nostro territorio regionale. Un bando che è stato motivo di esperienza e arricchimento che sicuramente nei prossimi anni rappresenterà un vero e proprio valore aggiunto. Un nuovo “empowerement sociale” per dare a tutti i giovani che hanno scelto questo difficile percorso gli strumenti di partecipazione alla vita del Paese alla società nel suo complesso.
Investire sulla ricerca e la conoscenza significa soprattutto questo: riconnettere vecchie e nuove generazioni. Cercare di trasmettere e passare ai giovani il testimone della conoscenza e del progresso umano.
Mi auguro che a partire da questo bando e dagli altri che vedranno la luce nel 2017, l’investimento sui giovani sia il più ampio e intenso possibile.
Si metta da parte qualche volta una resistenza “fisiologica” dei colleghi più blasonati ed ormai all’apice della carriera per dare spazio, responsabilità ed autonomia ai giovani.
È venuto il momento di lasciare crescere liberamente la nuova generazione dei giovani scienziati del Lazio, selezionando sì, e qui c’è bisogno di giudizio ed esperienza, i migliori e meritevoli.
Abbiamo, il dovere morale di dare ai nostri giovani una speranza di vita e realizzazione come l’abbiamo ereditata dai nostri padri Ringrazio ancora Zingaretti e Smeriglio per aver raccolto questa sfida e cominciato a realizzarla ne fatti.
Riccardo Valentini
Consigliere regionale Pd e vice presidente Commissione agricoltura Lazio
