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Appalti truccati, il bis di Galli al Riesame

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Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi - Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Acquapendente – Appalti truccati, il bis di Galli al Riesame.

Giovedì nuova udienza al tribunale della libertà per Fabrizio Galli, a due settimane dalla prima. L’avvocato Enrico Valentini, difensore dell’imprenditore di Acquapendente, discuterà il ricorso concernente un presunto reato di corruzione consumato dal suo assistito a Roma.

Al centro della contestazione, secondo i pm di Viterbo Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, ci sarebbero Galli e il funzionario della regione Lazio Giorgio Maggi. L’imprenditore, per l’accusa, avrebbe garantito al dipendente pubblico una mazzetta dell’8 per cento; tutto per aggiudicarsi un appalto della regione per dei lavori di somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente. Lo si legge nell’ordinanza d’arresto firmata a inizio ottobre dal gip Stefano Pepe.

Galli e Maggi sono reclusi in casa da quasi un mese. Dal 17 ottobre scorso sono ai domiciliari anche l’imprenditore Marco Bonamici e i funzionari pubblici Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo. Tutti arrestati al termine dell’operazione Vox Populi del Nipaf della forestale.

Per l’accusa di corruzione consumata a Roma e di cui è competente il tribunale capitolino, il 9 novembre si è presentato davanti al Riesame anche il funzionario regionale Maggi. Il suo difensore, l’avvocato Luigi Panella, ha chiesto la revoca dell’arresto, ma il tribunale della libertà non si è ancora espresso.

In genere se i giudici intendono revocare gli arresti lo fanno entro le successive 24 ore dall’udienza, notificando l’ordinanza all’interzato. Più passa il tempo, più per il dipendente della regione si diradano le possibilità di tornare libero.

Respinto invece dal Riesame il primo ricorso per Galli, Bonamici, Friggi e Palumbo per i reati di turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio consumati, a vario titolo, nell’Alta Tuscia. Per il tribunale della libertà i quatto devono rimanere ai domiciliari. L’avvocato Enrico Valentini lo sa: questo Riesame bis “cambierà poco” per le sorti di Galli, ma ha “intenzione di utilizzare tutti i mezzi a disposizione per impugnare l’ordinanza”.


Le accuse

Fabrizio Galli risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Marco Bonamici risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente;

Ferrero Friggi risponde di:
turbativa d’asta per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;

Giorgio Maggi risponde di:
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Vincenzo Palumbo risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013.


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