Viterbo – “Migranti, all’ex fiera di Viterbo massimo per tre mesi”. L’attenzione sui richiedenti asilo nel nostro territorio resta alta. Il sindaco Leonardo Michelini torna su un insediamento che sta facendo molto discutere.
Nel parcheggio dell’ex struttura espositiva una ventina di container per ospitare sessanta persone. L’opposizione in consiglio, a partire da Giulio Marini (FI), si è scagliata contro l’assegnazione da parte della prefettura a privati, tramite gara.
“Il campo – osserva Michelini – con i container sarà temporaneo, per non più di tre mesi. Attualmente il contratto scade il 31 dicembre. L’urgenza e la temporaneità fanno venir meno alcune procedure di carattere urbanistico, se si superano, necessariamente dagli uffici comunali partono le dovute procedure”.
Ieri in prefettura l’incontro con i sindaci. A tratti parecchio acceso. Per non lasciare i comuni in balia degli eventi, con i migranti che arrivano senza che i sindaci ne siano informati, l’idea è un protocollo tra gestori delle strutture, i primi a essere messi a conoscenza, prefettura e comuni. Un’ipotesi condivisa da molti, ma non da tutti.
L’accoglienza secondo Michelini è un dovere per gli enti locali. “Non possiamo lasciare le persone in strada – osserva il primo cittadino di Viterbo – ma dobbiamo farlo in modo diffuso”. Senza gravare solo su alcune realtà.
“Un comune con duemila abitanti non può ospitare sessanta richiedenti asilo. Le percentuali previste vanno fatte rispettare, ne va della convivenza e dell’integrazione. Per i comuni più piccoli, però, secondo me occorre guardare non al singolo centro, ma al distretto, al comprensorio.
La comunità montana dell’alta Tuscia ha parlato di un numero considerevole di presenze in zona. Riferendosi a un territorio ampio. Ed è giusto. Migranti ospitati a Grotte di Castro, ad esempio, si spostano nei paesi vicini, come San Lorenzo Nuovo. È normale.
Quindi le percentuali vanno considerate in modo territorialmente più esteso. Il singolo comune va bene solo quando si tratta di quelli più grandi. Altrimenti il riferimento giusto sono i comprensori”.
Evitando situazioni poco dignitose. “Di sicuro non si fa integrazione con grossi nuclei di migranti, a volte pure in situazioni promiscue – osserva Michelini – ne va anche della loro dignità”.
Giuseppe Ferlicca



