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“C’avete rotto er…”

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La protesta dei lavoratori Tim in via Garbini

La protesta dei lavoratori Tim in via Garbini

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La protesta dei lavoratori Tim in via Garbini

La protesta dei lavoratori Tim in via Garbini

La protesta dei lavoratori Tim in via Garbini

La protesta dei lavoratori Tim in via Garbini

La protesta dei lavoratori Tim in via Garbini

La protesta dei lavoratori Tim in via Garbini

La protesta dei lavoratori Tim in via Garbini

Viterbo – “C’avete rotto er…”. Protesta dei lavoratori Tim di Viterbo. Ieri, i dipendenti hanno incrociato le braccia per due ore a fine turno esponendo striscioni fuori dala sede in via Garbini in cui hanno mostrato tutto il loro disappunto. “C’avete rotto er…”, recitava uno.

La manifestazione, fa sapere il segretario Fistel Cisl Massimo Bertini, ha avuto u’adesione del 95% dei dipendenti.

La protesta nasce pe dire “No ai tagli inutili e dannosi delle condizioni economiche e normative di tutto il personale che si sommano ai 5 anni di riduzione del salario attraverso i contratti di solidarietà.

Per dire No alla mortificazione professionale del personale a cui si toglie lavoro per darlo ad altre aziende“.

E ancora: “Per dire no agli azionisti che ogni tre anni cambiano amministratori delegati e direttori generali che hanno il solo scopo di ottenere risultati contabili immediati, valorizzare le azioni in borsa e andare via con tanto di bonus di ringraziamento. No a operazioni di pura facciata”.

Semplici le richieste che i lavoratori hanno fatto attraverso un volantino: “Sì a un piano industriale che dia prospettiva per il futuro e faccia uscire il personale da questa condizione di precarietà, crisi endemica che si ripercuote sulle performance e sui risultati.

Sì a una politica attiva, capace di costruire consensi e alleanze, interne ed esterne, per evitare le multe milionarie, competere con un mercato sempre più aggressivo, per raccogliere le sfide sulla fibra ottica, sulle nuove tecnologie e sui servizi all’utenza”.

E poi, continua la nota dei dipendenti : “Tim ha bisogno di stabilità e continuità manageriale e, al contempo, deve difendere e valorizzare il proprio patrimonio professionale, attraverso la rimotivazione, la restituzione della fiducia, l’aggiornamento professionale, la ricollocazione. Una politica di nuove assunzioni che può realizzarsi chiudendo una volta per tutte la stagione della “solidarietà””.

I dipendenti mostrano tutta la loro esasperazione: “La fusione Wind-H3g realizza il primo collasso della telefonia mobile in Italia, un quarto operatore è pronto a entrare con la dovuta offerta commerciale, Enel è pronta a cambiare la fibra ottica e a parlare a tutte le case e gli enti regolatori decidono sull’utilizzo della rete con rischi di gravi ripercussioni. Che fa il management Tim? Disdice i contratti aziendali”.


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