Viterbo – Cinque giorni di sciopero per la magistratura onoraria. Da questa mattina fino a venerdì sono a rischio centinaia di processi e l’attività dei tribunali sarà quasi del tutto bloccata, anche a Viterbo.
Vice procuratori onorari e giudici onorari di pace incrociano le braccia dopo che il Comitato europeo diritti sociali del Consiglio d’Europa ha condannato lo stato italiano per la totale assenza di tutele previdenziali e assistenziali in cui versa la categoria.
Il 16 novembre il Consiglio d’Europa ha deliberato all’unanimità che la normativa e i comportamenti posti in essere dallo stato nei confronti dei magistrati onorari non sono conformi con le norme della Carta sociale europea e dei suoi protocolli e con gli accordi internazionali sottoscritti dall’Italia.
Il Comitato europeo diritti sociali ha stabilito che i magistrati onorari per le funzioni svolte sono equivalenti ai magistrati professionali, a prescindere da come li definisca il diritto italiano.
A scioperare da questa mattina fino a venerdì prossimo, anche i giudici onorari di pace. “Senza di noi la giustizia si ferma – si legge in una nota dell’Unione nazionale dei giudici di pace -. Non meno di mezzo milione di processi resteranno al palo. Il problema della giustizia non è certo posticipare il pensionamento di alcuni magistrati professionali, ma garantire l’indipendenza di oltre 5mila giudici di pace e magistrati onorari di tribunali e procure che trattano il 60 per cento del contenzioso civile e penale”.
Il segretario generale dell’Unione Alberto Rossi si scaglia contro la riforma della giustizia del ministro Andrea Orlando. “Cancella il giudice di pace – dichiara Rossi -, ossia l’unica figura di magistrato che ha garantito celerità ed efficienza alla giustizia in Italia. Cosa ancor più grave, trasforma tutti i giudici di pace e i magistrati onorari in meri ausiliari del magistrato di carriera gerarchizzando l’esercizio della giurisdizione in violazione dell’articolo 101 della Costituzione”.
“Il governo – afferma invece la presidente dell’Unione, Mariaflora Di Giovanni – ci deve riconoscere la continuità del servizio, piene tutele previdenziali e assistenziali, uno stipendio congruo e commisurato all’alta funzione da noi svolta”.
I giudici di pace, che già si sono rivolti al Tar del Lazio per chiedere la stabilizzazione, preannunciano l’avvio di centinaia di azioni giudiziarie. Venerdì sciopererà anche tutto il personale amministrativo degli uffici giudiziari.
