Viterbo – (g.f.) – La commissione urbanistica spacca la maggioranza e divide l’opposizione.
L’organo va nominato, spetta al consiglio comunale. Ieri doveva essere il giorno giusto, ma nn è andata così.
Dopo due ore di tentennamenti, il secondo appello ha certificato quello che ormai è un dato di fatto. Centrosinistra in affanno nel garantire il numero legale. Ieri mancavano tre nel Pd (Volpi, Troili e Scorsi). Non è bastata la presenza di Filippo Rossi (Viva Viterbo).
Con la minoranza che resta fuori, nemmeno si comincia. Tutti a casa. Un’altra non proprio esaltante figura, ma in maggioranza qualcuno non se l’è presa più di tanto.
Sulla scelta dei professionisti per la commissione urbanistica, in zona Pd si sono incartati. Non una novità.
Pare che i sette che fanno riferimento a Francesco Serra, quelli della crisi finita in una bolla di sapone, abbiano avuto qualche problema. E non è servita la lunga riunione tra il primo e il secondo appello.
Sembrerebbe che il tecnico su cui dovevano convergere, d’area panunziana, non fosse gradito a sei dei sette consiglieri. Tanto che lo stesso Serra avrebbe tentato di proporre un’alternativa.
Poi la seduta è saltata e l’incidente politico – diplomatico è stato evitato.
Ma la commissione urbanistica ha creato qualche problema pure alla minoranza. In sala Regia si sono riuniti a lungo. Volti tesi. I gruppi sono diversi, metterli tutti d’accordo, mica facile.
Pure in questo caso, non essere arrivati alla scelta, è stato un sollievo. Problema per tutti e due gli schieramenti, solo rinviato.
