Viterbo – “Da Lanzi? Mai ricevuto pressioni”. I testimoni delle difese sfilano in tribunale.
Una manciata di presidenti e membri delle commissioni di gara escludono di aver ricevuto pressioni dal funzionario del Genio civile Roberto Lanzi, ritenuto dall’accusa “il grande burattinaio” di un giro di appalti in cambio di tangenti intascate, per i pm, dallo stesso Lanzi.
“Pressioni da Lanzi? Mai ricevute”. I testimoni rispondono uno dopo l’altro alla domanda dell’avvocato Carmelo Ratano, difensore del funzionario del Genio civile. “Non c’era neppure la percezione o sensazione – sottolineano alcuni – che Lanzi potesse orientare l’esito della gara”. Vale, da quanto emerso in aula, per i lavori di palazzo San Valentino a Corchiano, per quelli delle strade di Vetralla e Arlena di Castro e per gli interventi in una scuola di Marta.
Quella di questa mattina è stata una nuova udienza di Genio e sregolatezza, l’inchiesta nata nel 2012 sui presunti appalti truccati scoperti dalla forestale. I testimoni della difesa, quasi tutti già ascoltati al processo ma davanti a una vecchia terna giudicante, sono tornati a sfilare davanti ai nuovi giudici (presidente Maria Luparelli, a latere Giacomo Autizi e Silvia Bartollini) per confermare le dichiarazioni rese.
Due ore d’udienza. Solo un testimone, un consulente di parte nominato dalla difesa dell’imprenditore Luca Amedeo Girotti, si è trattenuto qualche minuto in più per spiegare le presunte anomalie da lui riscontrate nelle centinaia di intercettazioni.
Il processo continua a dicembre.
Genio e sregolatezza esplode nel 2012. L’indagine del Nipaf della forestale per corruzione e turbativa d’asta fa finire in manette tredici persone nel doppio blitz tra l’ottobre e il novembre di quattro anni fa. Gli indagati di punta sono i funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi, accusati di intascare tangenti in cambio della distribuzione di appalti a un gruppo ristretto di imprenditori. Un’oligarchia delle gare da cui molti restavano esclusi ma che trascina mezza imprenditoria viterbese nel registro degli indagati, per un totale di 63 inquisiti.
In otto sono attualmente a giudizio nel filone portante. Dei 63 indagati iniziali, tolta una decina di archiviazioni, altri 32 aspettano la richiesta di rinvio a giudizio.



