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“Edilizia scolastica, male i capoluoghi del Lazio”

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Viterbo

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Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Presentato il XVII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente. Nel Lazio i capoluoghi in basso nella classifica per qualità complessiva degli edifici: Frosinone (40°), Rieti (50°) e Latina (85°). Roma non manda dati.

“Le scuole nei capoluoghi del Lazio continuano a non essere tra le migliori, grave che Roma non comunichi i propri dati”.

“ˆE’ stato presentato a Roma il XVII Rapporto sull’edilizia Scolastica nell’ambito del primo Forum “Scuola Innova” di Legambiente.

Nella classifica dei capoluoghi Frosinone si trova al 40° posto nazionale, Rieti al 50° e Latina addirittura penultima all’85° posto per la qualità complessiva degli edifici. Roma e Viterbo non hanno mandato dati.

Tra i parametri presi in considerazione ci sono la presenza di scuole in aree a rischio sismico o a rischio idrogeologico, la quantità e la tipologia degli interventi realizzati nell’ultimo periodo, le certificazioni, la sostenibilità delle politiche scolastiche. Roma non è in graduatoria a causa della mancanza dei comunicazione dei dati relativi ai suoi ben 1194 edifici scolastici.

“Le città del Lazio continuano a non brillare per la qualità delle proprie scuole – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e se non c’è traccia nella parte alta della graduatoria dei capoluoghi della regione, più negativa e grave l’assenza di Roma chele scuole ancora una volta non riesce a comunicare i dati riguardanti l’enorme patrimonio edilizio delle proprie scuole.

E’ˆ evidente che la riqualificazione e la rigenerazione delle scuole, da parte di chi amministra i territori, passa obbligatoriamente dalla conoscenza delle problematiche che le riguardano e da uno sforzo progettuale e operativo per renderle finalmente adeguate e moderne”.

Eppure, ricorda Legambiente, oltre ai fondi del ministero anche la Regione Lazio ha stanziato 76 milioni a disposizione per la messa in sicurezza delle scuole, l’efficentamento energetico e la rimozione dell’amianto.

“C’è bisogno – conclude Scacchi – che amministrazioni e uffici tecnici concretizzino meglio la progettazione per accedere ai finanziamenti, nella Capitale ci chiediamo come questo possa accadere se non si ha il quadro complessivo dello stato delle scuole. Dopo i terremoti infine, c’è bisogno di intervenire nelle aree sismiche, là dove ce ne fosse la necessità, eliminando qualsiasi possibile rischio nelle scuole”.

Legambiente Lazio


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