Viterbo – Estorsione, esclusa una parte di intercettazioni.
Non verranno utilizzate, nel processo a loro carico, le conversazioni tra il giornalista Paolo Gianlorenzo e l’avvocato Samuele De Santis; conversazioni riguardati il rapporto legale-cliente. Lo ha deciso il giudice del tribunale di Viterbo Silvia Mattei, accogliendo l’eccezione delle difese.
Con l’accusa di estorsione sono finiti a processo Gianlorenzo, De Santis e la sua ex praticante. Secondo il pm Massimiliano Siddi, l’avvocato avrebbe sfruttato i contatti con Gianlorenzo per ampliare la sua cerchia di clienti e farsi nominare loro legale. Le parti offese sono l’ex assessore provinciale Paolo Bianchini e Luigi Todaro.
Il giornalista, inoltre, risponde anche di violenza privata sulla moglie del vicecoordinatore regionale di Forza Italia Francesco Battistoni, costituita parte civile. Per De Santis, invece, ci sarebbe anche il falso su una pratica commesso, secondo l’accusa, in concorso con la sua ex praticante.
L’utilizzo, in un procedimento penale, delle intercettazioni tra avvocato e cliente sono vietate dalla legge. Il giudice Mattei, escludendole, ha espunto dal fascicolo dibattimentale l’intera ordinanza di custodia cautelare nella quale queste conversazioni erano contenute.
Tra un mese la prossima udienza, quando verrà affidato al perito l’incarico di trascrivere le altre intercettazioni indicate dal pubblico ministero. Conversazioni che le difese vogliono comunque esaminare per sollevare, in caso, nuove eccezioni di non utilizzabilità.
