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“Insegnanti licenziate, il Consiglio di stato dice no”

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Brunella Marconi, segretario provinciale Cisl Scuola

Brunella Marconi, segretario provinciale Cisl Scuola

Viterbo – L’ufficio scolastico non riconosce il titolo magistrale a indirizzo linguistico e depenna dalle graduatorie le insegnanti e licenzia maestre.

“Purtroppo – spiega la sindacalista della Cisl Scuola Brunella Marconi – è un problema che sta accadendo in molte province, non solo da noi a Viterbo. Casi di questo tipo ci sono ad Asti e Verona ma stiamo lavorando e la giurisprudenza è dalla nostra parte”.

Alcune insegnanti della Tuscia da un giorno all’altro si sono viste cancellare dalla lista Gae (graduatorie a esaurimento) dell’ufficio scolastico. Quella lista che serve per prendere servizio quando ancora non si è in ruolo. Insegnanti che da anni lavorano nelle scuole della Tuscia e che ora per un problema di equiparazione di titolo dovranno restarsene a casa. E tutto perché il loro titolo di studio non rientrava tra quelli idonei all’insegnamento.

“La Cisl scuola di Viterbo – dice Brunella Marconi –  sostiene fortemente i docenti esclusi dalle Gae  ritenendo il provvedimento del provveditorato di Viterbo errato poiché non tiene conto della giurisprudenza formatasi in materia negli ultimi mesi. Il concetto sul quale si sta dibattendo è la considerazione che le materie di insegnamento dei due indirizzi di studio dell’istituto magistrale, linguistico e pedagogico, non erano in parte coincidenti. Ma il diploma contestato, sperimentale ad indirizzo linguistico, rappresenta titolo valido per l’ammissione alla procedura concorsuale 105/2016 come è stato confermato dall’accoglimento del ricorso proposto dall’avvocato Maria Rosaria Altieri alla sezione III bis del Tar Lazio a seguito del quale è stata riconosciuta l’equiparazione tra il diploma magistrale e quello di maturità linguistica al termine del corso quinquennale, disponendo quindi l’annullamento del bando nella parte relativa all’esclusione dei candidati in possesso del diploma oggetto di discussione. Parallelamente, se è riconosciuto per la procedura concorsuale, deve necessariamente essere idoneo per l’inclusione in Gae”.

Ultima in ordine di tempo – continua la sindacalista – è la sentenza del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale del 3 novembre 2016 che ribadisce che la maturità linguistica al termine di corso quinquennale appare conforme al nuovo assetto ordinamentale della scuola elementare.

Non tutto quindi è perduto. “Ovviamente, come Cisl Scuola, stiamo tutelando i nostri iscritti – conclude la sindacalista – anche attraverso l’avvocato Valentina Piraino, che provvederà a risolvere al Tar il contenzioso che si sta creando sia per l’esclusione dalla graduataria provinciale che per le revoche dei contratti a tempo determinato”.

Insomma la battaglia delle insegnanti non è affatto finita.


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