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“La vittoria del no deve essere la vittoria del centrodestra”

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Tuscania - L'incontro per il No del centrodestra

Tuscania – L’incontro per il No del centrodestra

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Tuscania – L’incontro per il No del centrodestra

Tuscania - L'incontro per il No del centrodestra

Tuscania – L’incontro per il No del centrodestra

Tuscania – (p.p.) – “La vittoria del no deve essere la vittoria del centrodestra”.

Fabio Bartolacci chiama a raccolta gli esponenti del centrodestra e loro rispondono compatti. Da Tuscania parte la reunion di un partito che sul territorio sembrava aver perso il proprio appeal.

L’iniziativa del sindaco Bartolacci ha fatto sedere allo stesso tavolo Giulio Marini, Daniele Sabatini, Umberto Fusco e Mauro Rotelli. Anime di diversi schieramenti con in comune una battaglia: il no al referendum del 4 dicembre. E forse non solo quella.

“Ben venga la vittoria del no – ha esordito Bartolacci di fronte alla platea della sala conferenze di Santa Croce -, deve essere anche la vittoria del centrodestra. Bisogna avere il coraggio di buttare il cuore al di là dell’ostacolo per trovare così quei rapporti e quelle alleanze per andare avanti.

Che questa iniziativa sia il crocevia per le sfide che ci attendono in futuro. A partire dal comune di Viterbo. Dobbiamo riprendercelo. Abbiamo, da questa occasione, lo spunto per ricreare questo centrodestra”.

Gli ha fatto seguito Umberto Fusco (NcS). “Dobbiamo mandare via Renzi – ha detto Fusco -. Tanti cittadini fanno domande, perché ancora hanno dubbi. Questa settimana lavoriamo per mandarli via e spiegare perché si deve votare no. Lanciamo un bel segnale di unità.

Un segnale di una politica veritiera e di fatti, perché la Tuscia e la regione lazio ne hanno bisogno. L’Italia lo chiede. La destra è brava in questo. Mandiamo fuori dalle balle chi ha illuso i cittadini. In questa battaglia, la Lega è presente grazie a voi. Il 4 dicembre accenderò l’albero di Natale come buon augurio per il No”.

Scende nel dettaglio della riforma Marini (FI). “Il territorio – ha detto Marini – con questa riforma non ci sarà più e il governo farà quello che crede. Perché è la riforma dell’Europa che vuole che l’Italia non abbia un contorno territoriale e far sì che le sue decisioni si riversino direttamente sul nostro paese. Senza perdite di tempo. Vogliamo difendere i cittadini e la loro volontà.

Ci prendono in giro con questa storia di minori costi della politica. Il ragioniere dello Stato ha detto che ci sarà un risparmio di 49 milioni di euro. Tutto qui? Per questo svendiamo il potere all’Europa?”.
Marini ha poi preso in esame l’articolo 70, leggendo il testo originale, di poche righe, e quello che sarà dopo le modifiche.

Il consigliere ha iniziato a leggere articoli tutto d’un fiato per diversi minuti. Poi: “C’ho provato… Io lo smetto perché mi so’ stufato. Hanno creato un articolo che viene da ridere solo per la lista dei commi. Una caos generale. Non è vero che sono contro la modernizzazione ma sono contro Renzi e il modo in cui lui pensa di governare”.

Marini ha poi citato un passaggio della lettera che il premier ha inviato agli italiani all’estero. “Gli ha detto lettera che siamo a un bivio e che dobbiamo essere un paese credibile. Alla faccia degli italiani che sono morti per questo paese. Con la vittoria del Sì, avremo un’Italia del governo perché tutti i livelli politici non conteranno più”.

In linea anche Mauro Rotelli: “Rischiamo – ha detto Rotelli – di perdere la sovranità nazionale. Perdere sovranità a favore dell’Unione europea. Basti pensare all’obbligo di pareggio di bilancio che è inserito nel progetto della nuova costituzione, nonché dell’obbligo, sempre riportato nella nuova costituzione, di recepire automaticamente le direttive comunitarie e allineare le nostre leggi a quanto voluto da Bruxelles.

Siamo in una situazione di imbarazzo per la sovranità che abbiamo perso e che se vince il sì, peggio andrà. Corazziamo la nostra identità e definiamo i nostri orizzonti, perché il centrodestra possa partire per mettere a segno una filiera di vittorie che resteranno storiche su questo territorio”.

Quindi il consigliere regionale Daniele Sabatini. “Inauguriamo una battaglia – ha detto Sabatini -. Ho partecipato alla manifestazione del No a Roma. C’era Belpietro intervistato da Telese. Belpietro da un giorno all’altro è stato defenestrato dalla direzione di un giornale di centrodestra.

Un atto grave da un premier che non è stato eletto e che ha preso il controllo della Rai, dei giornali filogovernativi, ma è uno scandalo che lo faccia con quelli di opposizione. È segno del clima poco politically correct della campagna referendaria.

La riforma Renzi-Boschi-Verdini, come la chiamo io, porterà a un deficit democratico. Dal combinato disposto di riforma costituzionale e norma elettorale avremmo una situazione per la quale una coalizione o, peggio ancora, un partito o un singolo movimento che al primo turno prende il 28% dei consensi, al secondo turno potrebbe vincere le elezioni, anche con meno voti validi espressi rispetto a due settimane prima.

Bene, questa cosa avrebbe automaticamente il 55% dell’unica Camera. Da ricordare poi che per l’elezione del Presidente della Repubblica basterebbe (dalla quarta chiama) solo il 60%. Quindi un movimento più una trentina raccattati per l’occasione si eleggono, da soli, il Capo dello Stato.

Ciò che mi preoccupa, però, è l’effetto che questi avrà sul sistema-giustizia, perché stessa maggioranza finta riesce a eleggere tra 4 e 5 giudici della Corte costituzionale, mentre quel Presidente della Repubblica, voluto dalla stessa maggioranza, ne nominerebbe altri 5.

Discorso simile per il Csm. Conclusione? Un solo partito o movimento, non solo avrebbero il controllo totale del Paese con l’unica Camera, ma anche e soprattutto dal punto di vista giudiziario. È una riforma pessima e fatta coi piedi. Dimostriamo che c’è un intero tessuto sociale, politico ed economico che vuole dire No alla riforma di Renzi, delle banche e degli affari. Ci verrà riconosciuto questo impegno specie se riusciremo a serrare le fila del centrodestra”.

Ha concluso il sindaco Bartolacci: “Il messaggio che deve uscire da questa sera è che dobbiamo essere il futuro e dobbiamo guardare al nostro futuro“.

Tra il pubblico, c’erano, tra gli altri, i sindaci di Tessennano Nicolai, quello di San Lorenzo Massimo
Bambini, il vicesindaco di Tuscania Leopoldo Liberati, Claudio Ubertini e amministratori locali.

 


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