Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Era Giugno del 2016, la nuova amministrazione Coppari si era da poco insediata.
Uno dei primi atti fu quello di firmare il protocollo di intesa “Non aver paura”.
Tale protocollo serviva a mettere in collegamento forze dell’ordine e apparati di soccorso per prevenire gli abusi e le violenze prima ancora che avvengano sostenere le vittime o, nel peggiore dei casi, punire i responsabili.
Nel protocollo si evince anche l’importanza delle associazioni anti-violenza, enti in cui si offre consulenza accogliendo le donne vittime di quest’ultima.
Alla base del lavoro delle associazioni c’è una profonda conoscenza delle cause della violenza e delle conseguenze che ha su chi la subisce.
La violenza alle donne deve essere considerata e analizzata tenendo conto del contesto storico, sociale e politico delle relazioni di genere.
Nella Tuscia sono numerose le associazioni che forniscono tale servizio, attive da diversi anni.
Da poco a Vetralla è nata un’associazione anti-violenza e nei vertici spiccano nomi di parenti di persone già all’interno della cerchia amministrativa.
La consigliera delle Pari opportunità, nonché presidente del consiglio del comune di Vetralla Giulia Ragonese, ha dichiarato, in un comunicato stampa, di essere a fianco di questa associazione e dei suoi eventi, perché “Le donne, come i giovani, sono spesso la parte debole della nostra società. Tutelarne i diritti è la nostra priorità”.
Bene. Vorrei ricordare alla signora consigliera che da un’amministrazione che è stata eletta nei principi della trasparenza e partecipazione, tutto ci si aspetta meno che un comportamento esclusivo.
A Vetralla le associazioni già presenti (la nostra proprio anti-violenza e anche anti-bullismo) non sono state contattate dopo la firma del protocollo.
Gradirei altresì ricordarle che sociale e politica non vanno d’accordo. Le persone si aiutano a prescindere dal partito cui votano.
Valentina Sposetti
Presidente associazione Fight for love
