Viterbo – Mauro Paoloni esce dal maxiprocesso Asl.
Continua imperterrita la morte lenta del processo sugli appalti truccati del mondo della sanità viterbese che, udienza dopo udienza, conta sempre meno persone tra l’elenco degli imputati.
Stavolta si tratta di un solo uomo, ma di uno tra i più centrali di tutta l’inchiesta: Mauro Paoloni, il consulente dell’ex direttore della Asl Giuseppe Aloisio.
Non solo prescrizione però. Se da un lato, infatti, il collegio dei giudici presieduto da Ettore Capizzi (Giacomo Autizi e Silvia Bartollini a latere) ha dichiarato di non doversi procedere nei suoi confronti per alcune accuse perché sono intervenuti i termini della prescrizione, dall’altro si è pronunciato per una piena sentenza di assoluzione.
L’avvocato di Paoloni, Alessandro Diddi, ha presentato all’udienza di stamattina una memoria in cui ha ricostruito punto su punto la posizione del suo assistito.
“Chiedo l’assoluzione per tutte le accuse – ha concluso -. Paoloni in questa storia ha avuto solo la “sventura” di essere l’ex marito di sua moglie (per via del caso Aureart, ndr). Per il resto è fin troppo palese la regolarità di tutto ciò che ha firmato. Non c’è alcuna corruzione, né turbativa”.
I giudici gli hanno dato ragione in parte.
“In generale si può dire che Paoloni è stato assolto per la turbativa d’asta, mentre la corruzione si è prescritta – spiega l’avvocato Diddi -, ma entrando più nello specifico bisogna puntualizzare alcuni aspetti. L’assoluzione, infatti, è stata pronunciata per tutti i reati relativi agli appalti della Cittadella della Salute della Ati Abbott, mentre la prescrizione per i quelli legati ai finanziamenti all’associazione Aureart e all’appalto della ditta Ati Lavin.
In tutte e quattro le vicende – continua – venivano contestate a vario titolo la turbativa d’asta e la corruzione, quindi è stato assolto da entrambi i reati nel caso dei fatti che riguardavano la Cittadella della Salute e la Ati Abbott, mentre è stata dichiarata la prescrizione per le accuse legate alle vicende Aureart e Ati Lavin”.
Per l’avvocato Diddi è comunque una vittoria e non di poco conto. “Paoloni è una persona seria – ha commentato a margine dell’udienza ed è giusto che stia fuori da questo processo. Ora il prossimo passo sarà farne uscire anche l’ex direttore generale Giuseppe Aloisio”.
Gli imputati, già ridotti alla scorsa udienza da 24 a 21, scendono ora a 20 e, in questa situazione, anche i testimoni da ascoltare saranno di meno proprio perché una parte di questi avrebbero dovuto riferire aspetti relativi a posizioni già prescritte. Si torna in aula a fine gennaio.

