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“Papà non verrà dimenticato e questo ci conforta”

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Pietro Porri e Alessia Pesaresi

Pietro Porri e Alessia Pesaresi

Monica e Alessia Pesaresi

Monica e Alessia Pesaresi

Tribunale - Viterbo - L'intitolazione della camera civile a Carlo Alfonso Pesaresi

Tribunale – Viterbo – L’intitolazione della camera civile a Carlo Alfonso Pesaresi

Monica Pesaresi, moglie dell'avvocato Carlo Alfonso, e le figlie Alessia e Adriana

Monica Pesaresi, moglie dell’avvocato Carlo Alfonso, e le figlie Alessia e Adriana

Francesco Monastero, presidente del tribunale di Roma

Francesco Monastero, presidente del tribunale di Roma

Tribunale - Viterbo - L'intitolazione della camera civile a Carlo Alfonso Pesaresi

Tribunale – Viterbo – L’intitolazione della camera civile a Carlo Alfonso Pesaresi

Viterbo – “Papà non verrà mai dimenticato e questo ci conforta”. Alessia Pesaresi ha la voce rotta dall’emozione. La camera civile di Viterbo porta il nome del padre: l’avvocato Carlo Alfonso Pesaresi, scomparso nel 2014 dopo aver lottato contro un male ai polmoni.


Gallery: La camera civile porta il nome di Carlo Alfonso Pesaresi – slide


“Da quando non c’è più – dice Alessia – in famiglia coltiviamo quotidianamente il suo ricordo. La vostra stima e il vostro calore sono meravigliosi: che gli amici ricordino papà è bellissimo, ma che lo facciano i colleghi è meraviglioso. Grazie a quest’intitolazione, papà non verrà dimenticato ma ricordato per sempre e questo è il nostro più grande conforto. Questo dà senso alla vita, alla professione e anche alla morte di papà”.

Alessia parla nell’aula della corte d’Assise del tribunale di Viterbo. Davanti a lei gli amici e i colleghi del padre, ma soprattutto la mamma Monica e la sorella Adriana, a cui l’avvocato Pesaresi era molto legato. Lo ricorda il presidente dell’ordine degli avvocati Luigi Sini.

“Carlo Alfonso era un uomo dolce, sorridente e gentile – dice con emozione Sini -. Un collega apprezzato e di un’immensa preparazione. Una garanzia per tutti noi. Carlo Alfonso ha accompagnato tutti gli avvocati di Viterbo, e oggi è un esempio per i giovani. Sebbene non ci sia più, stiamo ancora camminando con lui al nostro fianco. Ricordarlo ci spinge ad andare avanti con tranquillità e serenità, nonostante le difficoltà della professione. Sapere che ora la camera civile porta il suo nome è un’immensa emozione”.

Dal 2008 alla morte, l’avvocato Pesaresi ha presieduto la camera civile di Viterbo. A precederlo Pietro Porri, che ha consegnato alla famiglia Pesaresi una targa commemorativa.

La cerimonia è stata presieduta dalla neopresidente del tribunale di Viterbo, Maria Rosaria Covelli. “Non ho conosciuto l’avvocato Pesaresi – ammette -, ma me lo hanno tutti descritto come una persona dalle rilevanti doti umane e professionali. L’intitolazione combacia con la rinascita della camera civile di Viterbo, che ritorna operativa dopo un lungo periodo di inattività. Qui trovano tutela i diritti dei cittadini, a partire da quelli costituzionalmente garantiti. Sono estremamente convinta della rilevanza di questa camera nel sistema giustizia, nella quale devono essere coinvolti soprattutto i giovani”.

In un’ottica di distretto Covelli auspica una collaborazione con il tribunale di Roma, da settembre guidato da Francesco Monastero. C’è anche lui nell’aula della corte d’Assise, accanto alla presidente dell’unione nazionale delle camere civili Laura Jannotta.

“Da anni – sottolinea il presidente Monastero – la camera civile è sottoposta a continue riforme. La continua interlocuzione con la camera penale è fondamentale e prioritaria, perché senza collaborazione non c’è alcuna riforma con concreti risultati”.

A guidare la nuova camera civile, l’avvocato Rosita Ponticelli. “L’intensa attività di Porri e Pesaresi è un ottimo punto di partenza – dice -. Professionalità, ma soprattutto umanità e gentilezza saranno le nostre principali caratteristiche”.

Presenti anche Elisa Tosini, presidente dell’Aiaf, di cui l’avvocato Pesaresi è stato membro fondatore. Michela Palumbo, consigliere Aiga, e Mirko Bandiera, presidente della camera penale di Viterbo.

Raffaele Strocchia


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