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“Pecorino romano, si lavori per accordo filiera Dop Lazio Sardegna”

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Fabrizio Pini

Fabrizio Pini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo i passi in avanti ottenuti con il consorzio di tutela del Pecorino romano nella riunione del 9 novembre 2016, presso la Coop. Doganella, dove il Consorzio si è impegnato a svincolare, tramite le deroghe previste nel Piano per la Programmazione dell’Offerta, i produttori laziali dalle quote produttive, a ricercare una soluzione condivisa per la richiesta della Dop cacio romano e per il Marchio Pecorino Romano del Lazio, la vicenda sembra di nuovo complicarsi e prendere una brutta piega.

Le novità sono due.

La prima riguarda una interrogazione parlamentare sottoscritta da otto deputati (tra cui i viterbesi Terrosi e Mazzoli) dove, con argomentazioni alquanto improprie, si ipotizza il commissariamento del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano da parte del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

L’altra riguarda invece una manifestazione di pastori indetta unilateralmente dalla Coldiretti Lazio alla quale, dopo aver evocato addirittura l’intervento dei “poteri forti” nella vicenda del pecorino romano, si invitano, tirandoli per la giacca, le istituzioni (la sindaca Raggi e il governatore Zingaretti) per schierarle al fianco della Coldiretti, contro la Sardegna.

La Cia, fermo il rispetto delle opinioni e decisioni altrui, stigmatizzando il comportamento anti-unitario della Coldiretti, è del parere che il compito delle istituzioni sia sopratutto quello di adoperarsi per la ricerca di soluzioni condivise e punti di equilibrio tra gli interessi dei produttori delle due regioni.

La rissa e la contrapposizione senza vie di uscita provocano soltanto danni ( vedi vicenda sequestro caciotte Caseificio Boccea Marella).

La Cia, di intesa con Agrinsieme, sostiene la richiesta del Consorzio di Tutela, di Lega Coop e della Confindustria Sarde, per un intervento pubblico (bando Agea per gli indigenti) finalizzato a smaltire l’eccedenza di pecorino romano prodotto nella campagna 2015/2016. Parliamo di oltre centomila q.li di pecorino romano che possono far sprofondare sia il prezzo del formaggio che quello del latte di pecora.

L’invito della Cia ai parlamentari, ai consiglieri regionali ed a tutte le istituzioni è di adoperarsi per ridurre le distanze e trovare le intese.

Rinnoviamo l’appello all’assessore Hausmann affinché convochi il tavolo di filiera regionale al fine di evitare quello che sta già avvenendo, ossia che ognuno vada per la propria strada e che la vicenda finisca in “caciara”.

Il presidente Cia Viterbo
Fabrizio Pini

Il direttore Cia Viterbo
Petronio Coretti


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