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Pista rossa e lavori a scuola, in 7 rischiano il processo

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Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al Genio civile di Viterbo

Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al Genio civile di Viterbo

Massimo Scapigliati

Massimo Scapigliati

Fabrizio Purchiaroni

Fabrizio Purchiaroni

L'architetto Giovanni Cardarelli

L’architetto Giovanni Cardarelli

Viterbo - La pista pedonale in strada Bagni

Viterbo – La pista pedonale in strada Bagni

Il cartello dell'appalto della pista pedonabile

Il cartello dell’appalto della pista pedonabile

Viterbo – La pista rossa e i lavori alla scuola della Quercia di nuovo davanti al gup.

Torna in aula un altro capitolo della maxi indagine Genio e sregolatezza, a quattro anni dal doppio blitz del Nipaf della forestale che travolse l’imprenditoria viterbese per presunti appalti truccati.

L’udienza preliminare fissata per lo scorso febbraio è stata rinviata a lunedì 21 novembre. Difficile che si arrivi a processo, anche vi fosse un rinvio a giudizio: la prescrizione è questione di pochi mesi.

La procura vuole il processo per sette, tra professionisti, ex amministratori ed ex funzionari del comune di Viterbo: Fabrizio Purchiaroni, ex assessore allo sport e alla cultura; Massimo Scapigliati, ex funzionario all’ufficio cave e torbiere e il suo collega di studio, l’architetto Gianni Cardarelli. E poi Ferdinando Contessa, anche lui ex funzionario comunale, l’altro architetto Marco Ricci, l’ingegnere Massimo Aquilani e l’imprenditore Stefano Nicolai.

I pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, titolari delle indagini, contestano prevalentemente la turbativa d’asta e in un caso anche la rivelazione di segreti d’ufficio (accusa rivolta a Purchiaroni, Cardarelli e Contessa).

Gli appalti in questione riguardano i lavori di ristrutturazione per 450mila euro della scuola della Quercia e la pista rossapedonale di strada Bagni. Non solo appalti presumibilmente truccati. Le indagini della forestale sono andate avanti, scoprendo anche presunti affidamenti di incarichi a professionisti predestinati. Sarebbe il caso degli architetti Ricci e Cardarelli e dell’ingegnere Aquilani. Stando agli atti dell’inchiesta, l’ex funzionario Scapigliati si sarebbe adoperato per ritagliare ruoli di primo piano ad Aquilani e Ricci nella gara per la scuola della Quercia, garantendogli rispettivamente l’incarico di direttore dei lavori di ristrutturazione e responsabile della sicurezza su richiesta dell’assessore Purchiaroni.

Idem, ma senza la presunta mediazione di Purchiaroni, per Cardarelli “individuato a monte” per gli inquirenti come direttore dei lavori nell’appalto della pista rossa di strada Bagni.

Nel filone d’inchiesta c’è anche la promessa di una tangente da 3mila euro in cambio del nulla osta della Soprintendenza per la ristrutturazione di un antico palazzo coperto da vincolo in via delle Conce, nel cuore del centro storico. Per questo la procura ipotizza anche la concussione dell’ex funzionario Scapigliati (che nell’ottica accusatoria, sarebbe stato il tramite dei funzionari romani) a danno dell’ex assessore comunale Purchiaroni.

Il fascicolo, oltre a un capitolo di Genio e sregolatezza, diventa anche una costola dell’operazione Dazio, sempre del Nipaf, sulle tangenti in cambio di autorizzazioni dalla Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma, Rieti e Viterbo.

I fatti, vecchi di sette anni, vanno incontro a prescrizione certa. Il comune di Viterbo sarebbe comunque pronto a costituirsi parte civile per tutelare gli interessi dell’ente.

Sulla richiesta di rinvio a giudizio della procura, depositata nel 2014, deciderà il gup Savina Poli.


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