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“Più uomini e pattuglie per una sicurezza h24”

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Il maggiore Anna Patrono

Il maggiore Anna Patrono

La caserma dei carabinieri di Civita Castellana

La caserma dei carabinieri di Civita Castellana

Civita Castellana – “Più uomini in campo per una sicurezza h24”. Il maggiore Anna Patrono della compagnia dei carabinieri di Civita Castellana è decisa a raggiungere l’obiettivo con l’aiuto dei suoi uomini.

Con un lavoro costante silenzioso e capillare, la compagnia da lei diretta conduce la battaglia quotidiana contro la criminalità.

Militari che, giorno e notte, vigilano sul territorio per garantire la sicurezza dei cittadini.

Specie dopo i recenti fatti di cronaca e, in particolare il furto in villa in cui i malviventi si sono visti scoperti dal proprietario che ha sparato ferendo uno dei ladri.

“Ultimamente – spiega il maggiore Anna Patrono – ci sono stati furti e danneggiamenti, ma il controllo delle forze dell’ordine è costante. Da un mese a questa parte, è stata raddoppiata la protezione esterna e il numero di pattuglie sul territorio, anche in seguito a un tavolo tecnico col prefetto.

La legione dei carabinieri, inoltre, ha garantito un rinforzo di dieci unità della Cio, compagnia di intervento operativo, ossia un gruppo di uomini specializzati, che fa parte del battaglione Lazio, e che vengono distaccati per esigenze particolari. Come è anche accaduto per la rapina con sparatoria che ci fu, tempo fa, a Graffignano. Girano sul territorio con orari stabiliti e quindi la presenza è superiore”.

Una garanzia dunque non solo per la repressione ma soprattutto per la prevenzione.

“Ci sono periodi – continua il maggiore Patrono- in cui, statisticamente, aumentano i furti. L’anno scorso era stato preso di mira il paese di Nepi, specie a Colle Lidia e Colle Farnese. Era un continuo, quest’anno, invece, il raggio d’azione si è più spostato verso Civita. La situazione però è sotto controllo.

Cerchiamo di reprimere i furti che, oltre al danno materiale e, a volte, anche fisico, rappresentano un malessere per le vittime che si sentono violate nel proprio intimo. Sono colpi principalmente in appartamenti, ma di recente sono state rubate anche diverse auto. A essere presi di mira, sempre più spesso, sono anche i supermercati per rubare generi alimentari e di prima necessità”.

I furti avvengono sempre secondo certe modalità.

“I malviventi entrano da finestre non chiuse bene e in orari in cui la gente va a prendere figli a scuola, a lavorare o a fare la spesa – spiega Anna Patrono -. C’è la possibilità di entrare in casa senza forzare le inferriate o serrande e, una volta dentro, prendono quello che trovano. Sono “furtarelli” di piccola entità, perché i ladri, magari, vengono disturbati e scappano in fretta. Di notte c’è anche una maggiore presenza di pattuglie coi lampeggianti accesi.

Oltre alle forze della compagnia, abbiamo cercato di raddoppiare il servizio di perlustrazione del territorio con pattuglie esterne e grazie al supporto di uomini di altre stazioni.

In definitiva, sono aumentate pattuglie sul territorio, sono arrivati dieci uomini del Cio che sono impiegati in fasce specifiche e, nel weekend, viene rafforzato il dispositivo di sera e in notturna”.

C’è un elemento in più per la repressione dei reati. “Chiediamo ai cittadini di chiamarci – dice il maggiore -. Ok le notizie e le immagini che circolano, magari su Facebook o sui telefoni, ma prima è sempre meglio contattare il 112 per far sì che vengano avviate ricerche mirate.
Per non incappare in equivoci o porre in essere atti pericolosi verso soggetti che poi, in realtà, si rivelano innocui, vanno chiamate sempre le forze dell’ordine.

Bisogna, poi, avere la massima attenzione nel chiudere la propria casa e nell’attivare l’allarme. Senza barricarsi ma restando accorti, perché anche solo una finestra lasciata aperta per fare arieggiare potrebbe essere un via d’ingresso utile per il malvivente.

I cittadini ci chiamino, evitando di farsi giustizia da soli. Ci sottopongano dubbi su persone e macchine che poi noi possiamo controllare tramite banche dati, dandoci il modo di lavorare. Ogni informazione che ci arriva può permetterci di muoverci nel modo migliore possibile.

C’è da stare tranquilli, perché il controllo del territorio è h24. Noi – conclude il maggiore – viviamo il territorio in prima persona e percepiamo la paura e il malessere dovuto ai reati predatori. E’ per questo che la nostra missione andrà avanti senza sosta”.


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