Viterbo – Arrivano dall’inferno e di certo al campo sulla Cassia nord non troveranno il paradiso in terra
- Multimedia: video – Dentro il centro d’accoglienza – slide
Migranti, stamani la visita al parcheggio ex fiera di Viterbo, dove la struttura di prima accoglienza è ormai quasi ultimata. Mancano circa dieci giorni, secondo il vice prefetto Salvatore Grillo. A occhio e croce. Da quel momento il posto sarà a disposizione per le richieste da parte del governo, a ricevere richiedenti asilo. Ma non è detto che arrivino subito.
Il responsabile dell’ufficio di governo ha accompagnato i consiglieri della quarta commissione durante il sopralluogo, ma non ha tutte le risposte. Sui lavori eseguiti, purtroppo non c’è il geometra, sui costi, purtroppo, non c’è l’economo, sulla mensa, purtroppo non c’è il gestore.
Sono venti i container, per sessanta migranti. Alcuni possono contenere fino a quattro persone in pochi metri e su letti a castello. In mezzo al nulla. A parte, ci sono strutture con bagni e docce e in un’altra zona, diversa dal parcheggio, la mensa. Non è chiaro dove e come faranno gli ospiti a raggiungerla.
La struttura è stata allestita attraverso un bando a privati, da parte della prefettura. “È stato un bene venire qui – dice Luigi Maria Buzzi (FdI) – cosi ci rendiamo conto di dove queste persone verranno, Un posto inadatto”. Pensiero condiviso un po’ da tutti. Maggioranza e opposizione.
E c’è chi spinge oltre: “Qui c’è un abuso edilizio”. Giulio Marini (FI) di fronte a tutti tira fuori le carte, l’esito di un sopralluogo edilizio richiesto al comune ed effettuato il 9 ottobre. “È descritta una situazione – osserva Marini – in cui è chiara la movimentazione terra, le fosse biologiche interrate. Tutti lavori che non potevano essere realizzati. Essendo una struttura temporanea, anche i servizi dovevano essere temporanei.
Senza interventi di scavo o altro”.
Quindi passa la patata bollente al vice prefetto Grillo: “Blocchi tutta questa iniziativa”. Grillo ha la risposta: “Lo dica al prefetto”. Gianmaria Santucci (Fondazione) lo incalza: “C’è lei e lo diciamo a lei”.
Marini è convinto del fatto suo: “Per assurdo è stato uno sbaglio venire, così tutti noi abbiamo constatato con occhio l’abuso”.
Il sindaco Leonardo Michelini controlla le carte del consigliere d’opposizione e chiede agli uffici un’altra verifica urbanistica.
La versione della prefettura è un’altra: “Al termine dell’utilizzo – osserva Grillo – tutto sarà ripristinato com’era prima. I lavori li ha effettuati il ministero e al comune abbiamo scritto. Ci hanno risposto che per novanta giorni non servivano permessi particolari”.
Dopo tre mesi le deroghe scadono: “E il comune – precisa Michelini – applicherà la legge”.
Resta da chiarire da quando scattano i novanta giorni. Per il comune, terminano il 9 febbraio. Secondo Grillo invece il conteggio ancora non è iniziato. Parte dal momento in cui la struttura è pronta. Confusione su confusione. Non c’è certezza nemmeno sulle date.
Giuseppe Ferlicca






